Numero 1/2007

Performance e prospettive
delle local utilities italiane
Contributi di Federico Testa, Claudio De Vincenti e Adriana Vigneri, Andrea Cirelli e Cesare Vignocchi, Laura Campanini
> Sulle local utilities:
- La distribuzione di gas naturale in Italia: come superare l'empasse?
- Per una ripresa del processo di riforma
- Regolazione della qualità nei servizi pubblici locali
in Emilia-Romagna
- Liberalizzazione e impatti economico-finanziari sulle local utilities
> Quali prospettive per la generazione distribuita in
Italia?
> Infrastrutture e competitività: il costo del non fare
le autostrade
> I mercati all'ingrosso dell'energia nel 2006
Academy
Molti
e rilevanti i contributi in questo numero. Il primo, di Anna
Gervasoni e di Roberto del Giudice, tratta della
rilevanza delle infrastrutture sulla capacità di competere delle
nazioni. Varie sono le esemplificazioni tratte dalla realtà
europea, tra cui quelle catalana, di Manchester, di Francoforte e
di Madrid. Interessanti anche le conclusioni, che ribadiscono tra
l’altro, la necessità di rapportarsi in modo efficace con le
popolazioni coinvolte nella realizzazioni delle infrastrutture.
Federico Testa riassume le questioni aperte nella fase di
distribuzione del gas naturale tra cui rilevano, in particolare,
le seguenti: gara o affidamento diretto, i criteri per la gara, la
promozione delle aggregazioni, la proprietà delle reti, la
diffusione delle competenze nelle amministrazioni. Il tema ci
sembra di particolare rilevanza e, pertanto, sulla base
dell’efficace lavoro di Testa, già dal prossimo numero della
Rivista avvieremo un dibattito teso a raccogliere le concrete
proposte che i soggetti interessati vorranno avanzare,
nell’auspicio di contribuire al superamento di una evidente
empasse.
Claudio de Vincenti e Adriana Vigneti si sono impegnati
nei mesi scorsi a raccogliere in un bel testo una serie di
contributi, nell’ambito di Astrid, per la ripresa del processo di
riforma nelle utilities, anche locali. L’articolo è, dunque, la
sintesi di tale lavoro. Esso pone al centro la concorrenza e si
fonda su una serie di assunti teorici che hanno, in verità,
mostrato le corde in termini di capacità di impatto sul mondo
reale. Certo, il tema è complesso ma forse richiede di
incrementare la capacità di comprensione delle dinamiche concrete,
di andare alla radice dei fenomeni che bloccano o rallentano lo
sviluppo del sistema e su quelle veramente incidere. Sarebbe di
rilievo avviare il dibattito nella nostra Rivista pure su questo
tema, un dibattito scevro da pregiudizi ed anche dall’assunzione
di facili ricette. Ma è altrettanto certo che si dovrà agire con
determinazione.
Professional
Giuseppe Carta
di Euroelectric dà conto, in una nota, delle ragioni che hanno
condotto alla creazione dell’associazione europea e del lavoro
svolto negli anni di critica e stimolo alle scelte della
Commissione europea.
Particolarmente interessante è, poi, il lavoro di Gervasio
Ciaccia, Andrea Galliani, Federico Luiso e Marco Pezzaglia,
tutti dell’Autorità per l’energia elettrica e del gas, che tratta
della generazione distribuita e della microgenerazione. Gli Autori
sviluppano un quadro dettagliato, che pone in evidenza il peso non
modesto di tali forme di generazione di elettricità, ma che
evidenzia anche la necessità di valutare le implicazioni sulla
rete di distribuzione e sui profili tecnologici, molto
differenziati caso per caso.
Alessandra Garzarella propone la sintesi di una studio sui
Costi del Non Fare le infrastrutture nel nostro Paese.
L’attenzione è posta sulle autostrade a pedaggio ed è basata su
alcuni casi di studio riferiti a infrastrutture ritenute
prioritarie. La conclusione è che non fare costa molto di più che
fare non solo in una prospettiva economica ma anche ambientale.
Infine, Andrea Cirelli e Cesare Vignocchi,
sviluppano una serie di riflessioni sulla regolazione della
qualità nei servizi pubblici locali. Il tema è certamente
rilevante ed è di assoluto interesse sviluppare considerazioni su
come indurre le imprese a massimizzare tale profilo. Gli Autori
suggeriscono alcune strade, ben consapevoli, tuttavia, della
complessità della tematica.
Competitive Intelligence
Il contributo di
Emanuela Papapietro, Christian Goetzloff e Christophe
Salles di Borealis appare di interesse per svariati motivi.
Non ultimo, perché costituisce un esempio di come l’applicazione
della scienza e dell’innovazione tecnologica in un manufatto
apparentemente banale (il tubo) possa essere all’origine di
crescite di efficienza e di riduzione dei costi.
Laura Campanini ci propone un interessante studio che pone
al centro l’impatto dei processi di liberalizzazione sulle
performance economico-finanziarie delle utilities. Ciò, dopo avere
brevemente ricordato lo stato dell’arte dei processi di
deregolamentazione nei vari comparti. La conclusione fa
riflettere: i migliori risultati sono ottenuti dalle imprese che
operano nei mercati liberalizzati (gas ed elettricità) mentre
quelle presenti nell’idrico e nei rifiuti hanno dati meno positivi
(se non negativi). Certo è che il processo di formulazione delle
tariffe non è irrilevante: nei due comparti ambientali prevale
ancora una logica di minimizzazione dei prezzi del servizio, in
una prospettiva di riequilibrio sociale, che tuttavia non
garantisce per nulla la massimizzazione dell’efficienza ed anzi
spesso nasconde gravi carenze.
Peter Crilly, infine, propone il consueto studio sui
mercati all’ingrosso di elettricità e gas, tracciando un bilancio
sintetico ma interessante di ciò che è accaduto nel corso del 2006
e dando qualche indicazione sulle dinamiche prospettiche.





