Numero 1/2010

 

 

Speciale Osservatori
OIR - Osservatorio Industria Rinnovabili
- Il ruolo di Vestas in Italia
- La posizione dell'industria meccanica
- Quali tecnologie per lo sviluppo?
Osservatorio M&A Utilities
- La trasformazione dell'offerta
CNF - Osservatorio "I Costi del Non Fare"
- Infrastrutture autostradali: risultati incoraggianti ma non sufficienti
- Fare di più nell'idrico?
- Una Autorità indipendente

I dibattiti di MdU
Riforma dei servizi pubblici locali: serve o non serve?

L'Opinione dei Protagonisti
La parola a Alessandro Garrone (Erg) sulla costruzione di un modello multienergy

E ancora:
> Rifiuti: dalla paura alla consapevolezza

> Come la Lombardia è uscita dall'emergenza rifiuti

> Le Local Utilities italiane nei mercati esteri. Un confronto con i concorrenti europei

> I mercati all'ingrosso di elettricità e gas in Italia nel 2009

> L'affidamento del servizio idrico integrato tra passato e futuro

L'accreditamento AIDEA

Cari lettori e collaboratori,
in questo numero di Management delle Utilities non compaiono contributi relativi alla sezione Academy. È importante spiegare i motivi che hanno indotto la redazione a questa scelta. La Rivista ha acquisito recentemente l’accreditamento dell’Accademia Italiana di Economia Aziendale: tale riconoscimento comporta che gli articoli inviati alla sezione Academy siano sottoposti ad una procedura di doppio referaggio anonimo per verificarne l’impianto teorico e l’adeguatezza metodologica. Il fine è garantire il rigore scientifico degli studi anche quando l’analisi sia incentrata su temi a carattere operativo e applicato. I lavori che compaiono nelle altre sezioni della Rivista riguardano valutazioni gestionali e pareri di politica settoriale selezionati in merito all’interesse, all’attualità, alla qualità e alla rilevanza, ma che prescindono da approfondimenti teorici o metodologici. Per la sezione Academy, invece, la Rivista richiede che gli articoli presentino la struttura tipica di un paper scientifico: motivazione dello studio, rassegna della letteratura, presentazione e giustificazione delle ipotesi e della metodologia, discussione critica dei risultati che ne evidenzi la valenza gestionale o strategica.
Dal momento che questi criteri di selezione sono stati adottati solo recentemente, la numerosità delle proposte che li soddisfano è al momento limitata. Confidiamo pertanto che i lettori comprendano l’assenza della sezione Academy in questo numero e al tempo stesso contribuiscano al successo dell’iniziativa direttamente, sottoponendo i loro articoli alla redazione, o indirettamente, tramite
la divulgazione di questo messaggio.
Giovanni Fraquelli

 

Speciale Osservatori
OIR - M&A Utilities - CNF

In questo numero ospitiamo, come capita oramai di sovente, dei contributi riferiti agli Osservatori di cui la Rivista è partner. Si tratta in dettaglio dei seguenti:
OIR – Osservatorio sull’Industria delle Rinnovabili (www.agici.it/industria_delle_rinnovabili.php)
M&A Utilities – Osservatorio sulle Alleanze e Aggregazioni nel Mercato Pan-Europeo delle Utilities (www.agici.it/alleanze_e_strategie.php)
CNF – Osservatorio su “I Costi del Non Fare” (www.costidelnonfare.it)
Circa l’OIR, ospitiamo un contributo di Andrea Pettazzoni di Vestas sul ruolo della società danese in Italia; un secondo lavoro è a cura di Marco Carta e riguarda il ruolo dell’industria meccanica nelle rinnovabili; infine, vi è un saggio a cura di Nino Sciortino che riassume le tematiche discusse nell’incontro dell’OIR del 6 novembre 2009 presso il GSE.
Per l’Osservatorio M&A Utilities riportiamo per intero uno studio condotto da Agici e Accenture sulle potenziali dinamiche di cambiamento dell’offerta da parte dei produttori elettrici e gas. Tale lavoro si basa, oltre che su una approfondita indagine bibliografica, sull’opinione delle maggiori imprese europee del settore.
Infine, per il CNF di particolare interesse i commenti di Fabrizio Palenzona, Presidente di Aiscat, sullo sviluppo delle reti infrastrutturali, e le riflessioni di Roberto Barilli, Direttore Generale Operation di Hera sull’esigenza di una autorità di regolazione nell’idrico.
Come di consueto, contributi, riflessioni, critiche e idee sono più che benvenute.

 

I dibattiti di MdU
Riforma dei servizi pubblici locali: serve o non serve?

Ci sembra che la formula di questa nuova rubrica denominata “I Dibattiti di MdU” possa considerarsi efficace; appare utile, cioè, mettere a confronto in modo sintetico l’opinione dei protagonisti dei settore di nostro interesse su questioni di particolare rilevanza per il Paese.
Oggetto di discussione è la recente riforma introdotta dall’art. 15 del decreto legge 25 settembre 2009, n. 135 convertito, con modifi cazioni, dalla legge 20 novembre 2009, n. 166. Essa apporta alcune novità che potrebbero offrire nuovi stimoli al settore Utility italiano. L’ambito di applicazione riguarda i servizi idrico, rifi uti, trasporto pubblico locale e altri di minore rilevanza economica; si tratta di comparti toccati in via marginale dalla liberalizzazione avviata alla fine degli anni ‘90. Sono dunque esclusi i servizi elettrico, gas, trasporto ferroviario regionale e farmacie. È utile ricordarne sinteticamente obiettivi e contenuti. Essa punta, da un lato, a modificare le modalità di affidamento dei servizi e, dall’altro, a indurre una progressiva privatizzazione dei gestori. Le modalità di affidamento definite dalla riforma sono:
• affidamento ordinario mediante gara per il contratto di servizio o per la selezione del socio e l’attribuzione contestuale di specifici compiti operativi (PPP);
• affidamento in deroga a società in house, in situazioni eccezionali e con parere preventivo della Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM);
• disciplina analitica del periodo transitorio, per tipologia di gestore o regime proprietario dello stesso;
• divieti di partecipazione alle gare per gli affidatari diretti e per i PPP, fatte salve le società quotate e i partner selezionati con gara nei PPP ordinari;
• rinvio a un regolamento attuativo per la definizione di soglie al di sotto delle quali non è prevista la richiesta di parere ad AGCM per l’affidamento in house.
Il citato regolamento è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il 17 dicembre 2009. Circa le soglie per la richiesta del parere all’AGCM per l’affidamento in house si prevede un valore economico del servizio oggetto dell’affidamento superiore a € 200 mila o, a prescindere dal valore economico, una popolazione servita superiore a 50 mila unità. Inoltre, per il solo servizio idrico, l’affidamento in house e la durata nel tempo dello stesso sono subordinati al rispetto di alcuni requisiti che possono altresì essere contenuti all’interno della richiesta del parere, e di cui l’AGCM deve tenere espressamente conto nella valutazione. In particolare si fa riferimento alle seguenti condizioni di efficienza:
• chiusura dei bilanci in utile;
• reinvestimento nel servizio almeno dell’80% degli utili;
• applicazione di una tariffa media inferiore alla media di settore;
• raggiungimento di costi operativi medi annui con un’incidenza sulla tariffa che si mantenga al di sotto della media di settore.
Altro aspetto centrale nel regolamento è la fissazione di una serie di incompatibilità legate a potenziali conflitti di interessi per chi ricopre o ha ricoperto funzioni di amministratore nell’ente affidante. La normativa introduce importanti elementi innovativi circa le modalità di affidamento: le modalità di affidamento ordinario mediante gara a doppio oggetto e, solo in deroga (situazioni eccezionali e previo parere dell’AGCM), l’affidamento in house. La transizione verso le citate regole di affido è definita in maniera puntuale:
• cessano al 31 dicembre 2011 le gestioni in house in essere al 22 agosto 2008 a meno che, entro la stessa data, le amministrazioni cedano almeno il 40% del capitale delle società affidatarie;
• cessano al 31 dicembre 2011 gli affidamenti a società miste in cui la gara per la selezione del socio non abbia avuto a oggetto, al tempo stesso, la qualità di socio e l’attribuzione dei compiti operativi connessi alla gestione del servizio;
• cessano al 31 dicembre 2013 o al 31 dicembre 2015 gli affidamenti diretti conferiti entro il 1° ottobre 2003 alle ex municipalizzate quotate in borsa salvo che la partecipazione pubblica sia ridotta a non più del 40% (2013) e del 30% (2015).
I commenti qui riportati non considerano necessariamente il regolamento attuativo di cui sopra poiché redatti verso la metà di dicembre 2009. In ogni caso si tratta di riflessioni importanti.
Il deputato europeo PDL Giovanni Collino sottolinea la potenziale rilevanza della norma ed enfatizza l’esigenza di dar vita ad una Autorità di settore.
Claudio De Vincenti, della Sapienza di Roma, tende invece a sottolineare le aree di criticità ancora da affrontare e gli aspetti a suo parere negativi.
Giovanni Taglialatela, responsabile degli Affari Regolamentari del Gruppo Hera, considera la riforma discutibile ma ne riconosce anche le potenzialità nel caso sia applicata nel modo corretto.
Infine, Federico Testa, deputato del PD, ha una posizione molto critica poiché la riforma non pone al centro gli interessi dei cittadini.

 

Competitive Intelligence

Il primo contributo è di Jean-Marc Janailhac di Veolia. Si tratta dell’intervento introduttivo al Convegno dal titolo: “Rifiuti: dalla Paura alla Consapevolezza. Italia a confronto con gli altri Paesi” tenutosi presso l’Aula Magna dell’Università Bocconi a Milano il 16 novembre 2009. Esso inquadra la tematica ponendo in luce, tra l’altro, il tema della collaborazione tra pubblico e privato che può, se ben gestita, essere latrice di importanti e positivi risultati.
Il secondo articolo, sempre riferito allo stesso convegno di cui sopra, è di Annamaria Ribaudo e Stefano Novarese della Regione Lombardia. Esso illustra la strada percorsa per uscire dall’emergenza rifi uti e per strutturare un sistema di gestione che si colloca ai vertici mondiali.
Marino Lizza, un esperto sui temi dello sviluppo dei mercati internazionali con particolare riguardo alle utilities, propone un confronto tra ciò che si sta facendo in Italia e ciò che stanno sviluppando i competitor europei. Il pezzo è di sicuro interesse ed offre spunti di riflessione rilevanti.
Vi è poi il consueto contributo di Peter Crilly che traccia un quadro complessivo dell’andamento dei mercati all’ingrosso di elettricità e gas nel corso del 2009. Attenzione è anche dedicata alle tendenze dei certifi cati di emissione, alla legge Anticrisi e ai nuovi assetti societari.
Infine Gaia Checcucci, vicepresidente di Federutility, traccia un interessante e completo quadro storico-giuridico, che giunge peraltro fino alla recentissima riforma del dicembre 2009, del tema dell’affidamento idrico tramite società mista e società in-house.

 

 


 

 

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