Numero 1/2012

 

 

Academy - AIDEA
Peirone D. e Servato F., Il servizio idrico integrato. Innovazione, project financing e governance: la prospettiva dei large technical systems

Martinez M. e Pezzillo Iacono M., “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”. Management,
cambiamento e legittimazione istituzionale nelle public utilities in Italia

Dall'Osservatorio M&A Utilities
Post Integration Winning Moves Toward a High Performance Utility Model

Dall'Osservatorio OIR Rinnovabili
Opportunities in the Turkish Renewable Energy Sector

I dibattiti di MDU
"Gare per l'affidamento rete distribuzione gas" contributi di Bruno Tani, paolo del Gaudio ed Enzo Gerosa

E ancora:
- La strategia energetica nazionale per recuperare competitività
- Reti a banda larga. Una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva
- I mercati dell’energia. Una retrospettiva sul 2011

L'accreditamento AIDEA

La sezione Academy raccoglie i contributi di studiosi e ricercatori che, in via esclusiva o incidentale, si occupano dei settori dei servizi di pubblica utilità. Questa sezione vuole rafforzare il collegamento, spesso troppo esile e non scevro di incomprensioni, tra sistema produttivo e sistema accademico. Il taglio dei lavori, mantenendo il rigore necessario, deve avere apprezzabili ricadute applicative; la forma espositiva deve porre in grado anche i non addetti ai lavori di cogliere i significati fondamentali delle questioni trattate.
La Rivista ha acquisito nel tempo ampia diffusione e riconoscimenti da parte di manager, operatori del comparto e policy maker. Gli interessi sollecitati sono molteplici poiché all’analisi dei sistemi e delle tecniche gestionali più qualificati, nell’ambito delle differenti funzioni aziendali, ivi comprese l’innovazione tecnologica e l’evoluzione normativa, vengono affiancati aspetti macrosettoriali relativi alle politiche infrastrutturali, tariffarie e finanziarie di settore. Il governo dei servizi non può però prescindere da una adeguata strumentazione teorica e metodologica, spesso frutto di studi accademici.
Con l’accreditamento della Rivista presso l’Accademia Italiana di Economia Aziendale (AIDEA) si è inteso rafforzare la qualità dei contributi scientifici proposti dai vari studiosi e accolti nella sezione Academy. L’allargamento del Comitato scientifico ad autorevoli ricercatori internazionali e nazionali, il referaggio anonimo da parte di almeno due studiosi accademici, la rigorosa definizione dei criteri di presentazione dei lavori costituiscono i presupposti per migliorare il livello delle analisi e, nel contempo, contribuire alla produzione di nuove ricerche, ovviamente rivolte alla soluzione di problematiche operative.
Due contributi in questo numero.
Il primo è intitolato Il servizio idrico integrato. Innovazione, project financing e governance: la prospettiva dei large tecnical systems, ed è stato scritto da Dario Peirone e Flavio Servato entrambi dell’Università degli Studi di Torino. Il lavoro esamina in dettaglio le caratteristiche del settore in Italia nella prospettiva del sistema tecnologico di ampie dimensioni proposto da Hughes nel 1987 con lo scopo precipuo di mettere in luce i fattori di rischio, inclusi quelli relativi alla stabilità degli indirizzi politici, che influenzano le scelte di investimento sia degli operatori pubblici che di quelli privati. Tali fattori, non certo agevolati dai risultati del referendum del giugno del 2011, di fatto impattano in modo rilevante sulla capacità innovativa nell’idrico, sui sistemi di governo sulle scelte e sulle opportunità di ricorrere al project financing. Le caratteristiche del settore, basso valore dell’output rispetto all’elevato costo della infrastruttura, portano a ritorni protratti nel tempo e spesso incerti proprio per le accennate ragioni di natura politica particolarmente accentuati dal fatto che il sistema di regolazione è dominato non da una autorità centrale ma dalle amministrazioni locali. Gli Autori infine sottolineano l’ampia utilità della presenza di un operatore privato il cui contributo può essere, con gli opportuni provvedimenti legislativi, ben indirizzato nell’interesse della collettività.
Il secondo lavoro, dal lungo titolo: “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”. Management, cambiamento e legittimazione istituzionale nelle public utilities in Italia, è stato redatto da Marcello Martinez e da Mario Pezzillo Iacono, entrambi della Seconda Università degli Studi di Napoli. Oggetto dell’attenzione degli studiosi sono i trasporti pubblici locali e la distribuzione di elettricità e gas; attraverso un questionario essi analizzano la relazione che intercorre tra la gestione del cambiamento e i sistemi di controllo manageriale; lo scopo è di verificare se e in che misura i manager delle Public Utilities considerate si avvalgono degli strumenti in questione. I risultati mostrano come, al fine di perseguire i cambiamenti desiderati, si registri il ricorso a incentivi e alle politiche di empowerment. In altri termini, come concludono gli Autori, si registra un graduale cambiamento da un management del controllo a un management del commitment.

Competitive Intelligence

Il primo contributo, non banale, è di Francesco Giorgianni di Enel il quale sviluppa una serie di riflessioni circa le questioni della politica energetica, più volte annunciata ma mai effettivamente esplicitata in Piani formali. Il titolo è indicativo: La Strategia Energetica Nazionale, volano per il recupero della competitività del Paese. L’Autore riassume in modo assai efficace la natura e le cause dello sbilanciamento del mix di generazione del Paese che conduce, tra l’altro, a costi di generazione non competitivi. Rilevante, sottolinea Giorgianni, è anche l’onerosità del sostegno alle rinnovabili che finisce con l’appesantire la bolletta di tutti i consumatori. L’attenzione dovrebbe invece concentrarsi sull’efficienza il cui ritorno sull’investimento è certamente più alto. Infine, il piano dovrebbe dedicare grande attenzione ai temi della ricerca e dell’innovazione, spesso non osservati con la dovuta attenzione.
Il secondo articolo è di Rossella Lehnus (ricercatrice della Fondazione Bordoni di Roma e Consigliere del Ministro dello Sviluppo Economico) e tratta delle questioni dello sviluppo di una rete a Banda Ultra Larga considerate dalla Autrice, in qualche misura, una buona eredità delle bolle finanziarie. L’idea di fondo è che la rete in esame costituisca un elemento trainante dello sviluppo sociale ed economico delle nazioni più avanzate e che anche il nostro Paese dovrebbe incamminarsi lungo questa direttrice con maggiore determinazione di quanto oggi avviene. O, meglio, con il Governo Monti sembra invece che riemerga una nuova attenzione che attribuisce alla rete un ruolo trainante del rilancio del Paese i cui costi sono con ogni probabilità largamente inferiori ai benefici che essa può generare nel tempo.
Il terzo pezzo è il consolidato e sempre interessante contributo di Peter Crilly questa volta dedicato ad un bilancio dei principali avvenimenti intervenuti nel corso del 2011 nei mercati dell’energia in Italia. Attenzione come di consueto è dedicata anche alle operazioni societarie, ivi inclusa la separazione tra A2A e Edf in Edison.

Dagli Osservatori M&A Utilities e OIR Rinnovabili

La Rivista ospita, come ormai è prassi, i contributi provenienti dagli Osservatori di cui è partner.
Si tratta in dettaglio:
• OIR – Osservatorio Internazionale sull’Industria e la Finanza delle Rinnovabili (www.agici.it/industria_delle_rinnovabili.php)
• M&A Utilities – Osservatorio sulle Alleanze e le Strategie nel Mercato Pan-Europeo delle Utilities (www.agici.it/alleanze_e_strategie.php)
• CNF – Osservatorio “I Costi del Non Fare” (www.costidelnonfare.it)
Questo numero è dedicato agli Osservatori M&A Utilities e OIR Rinnovabili.
Dall'Osservatorio M&A Utilities
Il primo lavoro, intitolato “Post Integration Winning Moves Toward a High Performance Utility Model”, riassume uno studio condotto nella seconda metà del 2011 da Agici e Accenture che esamina le mosse vincenti a seguito delle operazioni di M&A intervenute negli anni scorsi. Ciò in vista della costruzione di un modello di Utility che sia in grado di garantire performance superiori rispetto alle attuali che non sempre sono soddisfacenti. L’attenzione si concentra sulle principali utilities italiane ed europee e si fonda su una ricerca empirica e su un questionario teso a mettere in luce le priorità date dalle imprese che si sono caratterizzate per importanti processi di acquisizione compiuti negli scorsi anni. Non v’è dubbio che esistono ancora significativi spazi per ulteriori efficientamenti e lo studio li mette bene in evidenza, quantificandone anche il valore.
Dall'Osservatorio OIR Rinnovabili
Il secondo contributo (Opportunities in the Turkish Renewable Energy Sector) illustra i risultati di una indagine circa le opportunità di sviluppo delle imprese italiane nel settore delle energie rinnovabili in Turchia. Lo studio evidenzia come l’energia sia chiave per lo sviluppo economico, industriale e sociale in cui si è incamminato il Paese negli scorsi anni. Tuttavia, la crescita dell’offerta deve essere nel contempo pulita e non dipendente dalle importazioni dei combustibili. Il ricorso alle rinnovabili appare dunque una soluzione importante e preferibile ad altre anche alla luce delle notevoli disponibilità naturali di cui dispone il Paese.

I dibattiti di MDU
L
e nuove gare per il servizio di distribuzione gas: quali implicazioni per gli Enti pubblici locali e le aziende ex municipalizzate?
Dopo dodici anni dall’emanazione del cosiddetto “Decreto Letta”, sembra che quest’anno possano finalmente partire le gare per l’affidamento del servizio di distribuzione gas. Si tratta di una novità per certi versi rivoluzionaria in un settore certamente non abituato alla competizione. L’obbligo di gare costituisce, infatti, una sfida sia per le aziende ex municipalizzate distributrici sia per gli enti pubblici. Le prime dovranno uscire da una logica di gestione sostanzialmente monopolistica e mettersi in gioco sul mercato aumentando efficienza e qualità del servizio; le seconde dovranno costruire in modo ottimale i bandi di gara e gestire accuratamente le successive operazioni di controllo periodico della gestione delle reti gas. D’altro canto le gare possono aprire opportunità non indifferenti: per gli enti locali, in questo periodo in cerca di risorse finanziarie per migliorare i servizi al cittadino, per le imprese del gas, ora più libere di crescere e di espandersi, e, non ultimo, per i consumatori, che potrebbero beneficiare di minori oneri in bolletta da un meccanismo competitivo. Queste sono solo alcune delle implicazioni delle nuove gare gas. Di questo tema di stringente attualità abbiamo chiesto gli autorevoli pareri dell’ing. Bruno Tani, Presidente di ANIGAS, dell’ing. Paolo del Gaudio, Presidente di Genova Reti Gas (Gruppo IREN) e del dott. Enzo Gerosa, Direttore di A2A Reti Gas.
L’intervento dell’ing. Tani si sostanzia in una approfondita ed esaustiva analisi della nuova normativa sulle gare, individuandone i punti di forza ma anche alcune criticità.
Gli articoli dell’ing. del Gaudio e del dott. Gerosa si concentrano invece sulle implicazioni delle nuove gare gas per le aziende ex municipalizzate gestrici delle reti di distribuzione, in particolare sul delicato rapporto che si verrà a creare tra queste e i diversi enti pubblici concedenti.

>