Numero 1/2014

 

Academy-AIDEA
Ossola G., Giacosa E. e Giovando G., "Traffico aeroportuale e ferroviario passeggeri: opportunità di business aziendale?"

Speciale Osservatori
- "Costi del Non Fare". Messaggi chiave dallo Studio 2013
- M&A Utilities. L'andamento economico finanziario del mercato italiano delle multiutility
- OIR. UniCredit: il ruolo emergente degli investitori istituzionali nelle rinnovabili
- OIR. Opportunità e criticità nel mercato italiano delle rinnovabili: il punto di vista di RWE

Competitive Intelligence
- Marketing e vendite per la customer retention: il punto di vista di CVA,Compagnia Valdostana delle Acque
- Nuovi prodotti e servizi post-contatore: le strategie di Hera

Infrastructures
- Mauro Moretti. Come attrarre i capitali per lo sviluppo infrastrutturale
- Lorenzo Fiori. Vulnerabilità e protezione delle infrastruture
- Rosario Mazzola. I progetti Smart Cities e le iniziative Europee per acquedotti e fognature
- Michele Tronconi. Fondi pensione e investimenti in infrastrutture

Novità editoriali
Andrea Gilardoni. Un nuovo testo dedicato alla Economia e gestione delle utilities

Academy

La sezione Academy raccoglie i contributi di studiosi e ricercatori che, in via esclusiva o incidentale, si occupano dei settori dei servizi di pubblica utilità. Questa sezione, diretta dal prof. Giovanni Fraquelli, vuole rafforzare il collegamento, spesso troppo esile e non scevro di incomprensioni, tra sistema produttivo e sistema accademico. Il taglio dei lavori, mantenendo il rigore necessario, deve avere apprezzabili ricadute applicative; la forma espositiva deve porre in grado anche i non addetti ai lavori di cogliere i significati fondamentali delle questioni trattate.
La Rivista ha acquisito nel tempo ampia diffusione e riconoscimenti da parte di manager, operatori del comparto e da parte di policy maker. Gli interessi sollecitati sono molteplici poiché all’analisi dei sistemi e delle tecniche gestionali più qualificati, nell’ambito delle differenti funzioni aziendali, ivi comprese l’innovazione tecnologica e l’evoluzione normativa, vengono affiancati aspetti macrosettoriali relativi alle politiche infrastrutturali, tariffarie e finanziarie di settore. L’attività di governo dei servizi non può però prescindere da una adeguata strumentazione teorica e metodologica, spesso frutto di studi accademici.
Con l’accreditamento della Rivista presso l’Accademia Italiana di Economia Aziendale (AIDEA), si è inteso rafforzare la qualità dei contributi scientifici proposti dai vari studiosi, nell’ambito della sezione Academy.
L’allargamento del Comitato scientifico ad autorevoli ricercatori internazionali e nazionali, il referaggio anonimo da parte di almeno due studiosi accademici, la rigorosa definizione dei criteri di presentazione dei lavori costituiscono i presupposti per migliorare il livello delle analisi e, nel contempo, contribuire alla produzione di nuove ricerche, ovviamente rivolte alla soluzione di problematiche operative.
Per questo numero abbiamo selezionato l’articolo dei Professori Giovanni Ossola, Elisa Giacosa e Guido Giovando della Scuola di Management ed Economia dell’Università degli Studi di Torino. Il contributo conduce un’analisi sui sistemi di trasporto aereo e ferroviario in Europa, nel periodo 2004-2011, indagando, in primo luogo, se i due settori rappresentino una opportunità di business per le aziende sotto il profilo del traffico generato. Secondariamente, gli autori verificano nei diversi Paesi europei quale sia il settore più interessante per gli investimenti aziendali, sempre sotto il profilo del traffico generato. I risultati della ricerca evidenziano come il settore aereo risulti di maggior interesse per gli investimenti delle aziende data la maggior capacità di generare traffico nel periodo considerato.

Infrastructures

La sezione Infrastructures di questo numero è composta da interventi e contributi che riprendono le tematiche affrontate in occasione dell’VIII Workshop su “I Costi del Non Fare” che si è tenuto lo scorso 3 Dicembre in UniCredit. Esso è stato l’occasione per presentare lo Studio 2013 dell’Osservatorio CNF (di cui un estratto è disponibile a pagina 48 della Rivista) e per dibattere con i principali esponenti delle imprese, delle associazioni e della finanza sui temi dello sviluppo infrastrutturale del Paese, della dinamica tecnologica che necessariamente dovrà interessare il settore, sul ruolo dei regolatori e sulle modalità di finanziamento delle opere.
Il contributo di Mauro Moretti, Amministratore Delegato di Ferrovie dello Stato Italiane, suggerisce la “ricetta” per favorire l’afflusso dei capitali necessari a riavviare gli investimenti nel settore delle infrastrutture. Una ricetta che ha tre ingredienti: l’utilità dell’opera, l’affidabilità del sistema politico e dell’ambiente normativo, il contenimento dei costi. In primo luogo l’infrastruttura da realizzare non deve essere fine a se stessa ma deve essere funzionale ad un disegno strategico di ampio respiro che abbia come fine ultimo lo sviluppo del Paese; in secondo luogo il sistema politico deve agevolare gli investimenti infrastrutturali attraverso un sistema di regole snello e chiaro e duraturo nel tempo; infine, occorre definire standard realizzativi coerenti con quelli definiti a livello europeo per evitare il fenomeno dell’overdesign e quindi la crescita dei costi delle opere. In conclusione, l’articolo evidenzia il possibile ruolo degli investitori privati nel finanziamento delle infrastrutture, ma anche le criticità che caratterizzano la loro operatività.
L’articolo di Michele Tronconi, Presidente di Assofondipensione, definisce il possibile ruolo dei Fondi Pensione italiani nel finanziamento delle infrastrutture, guardando alle più significative esperienze estere e indicando le condizioni necessarie per favorire gli investimenti. L’articolo evidenzia la necessità da parte dei Fondi Pensione nazionali di rompere i tradizionali schemi di investimento troppo orientati al breve periodo e sui titoli di Stato al fine di non perdere opportunità di redditività e di diversificazione degli investimenti, ma anche opportunità di essere utili allo sviluppo del Paese. In questo senso, gli investimenti in infrastrutture rappresentano una soluzione del tutto adeguata per diversi motivi: permettono di diversificare, sono meno correlati con il ciclo economico, proteggono dall’inflazione, offrono flussi di cassa stabili e prevedibili e hanno orizzonti temporali coerenti con l’erogazione delle prestazioni pensionistiche. All’estero la situazione è in parte diversa; i fondi pensione già investono in infrastrutture, anche se ancora poco rispetto alle reali potenzialità, ed esistono esempi molto rilevanti che l’articolo mette in luce. In Italia ciò sarà possibile a patto che si creino le condizioni adeguate: occorrono norme e regolamenti che permettano ai fondi di investire ma anche strumenti adeguati che facilitino l’afflusso di questi capitali.
Il contributo del prof. Mario Rosario Mazzola, Consigliere Delegato di Mediterranea delle Acque, inquadra il tema dello sviluppo tecnologico e delle soluzioni smart nel settore idrico. In primo luogo viene evidenziata l’importanza degli investimenti in innovazione tecnologica, che permettono di ottenere benefici significativi a fronte di interventi “leggeri” e di importo economico relativamente contenuto, e le soluzioni più adatte al settore idrico nazionale. L’articolo descrive poi i progetti europei di maggior interesse in cui è coinvolta Mediterranea delle Acque e che permettono una sperimentazione delle più avanzate tecnologie al servizio di acquedotti e fognature, la comprensione del proprio collocamento all’interno del panorama europeo e permettono, altresì, di sperimentare sistemi di protezione delle infrastrutture idriche critiche, potenziali bersagli di atti di sabotaggio. Tra le soluzioni tecnologiche, quelle finalizzate alla protezione delle infrastrutture critiche sono di particolare importanza perché permettono l’ammodernamento di opere strategiche per la vita economica e sociale del Pese e ne garantiscono il regolare funzionamento.
L’articolo dell’Ing. Fiori, Senior Vice President Strategy di Finmeccanica, evidenzia l’importanza di garantire la sicurezza di tali infrastrutture sia dal punto di vista fisico che dal punto di vista cyber, data la ormai stretta integrazione tra infrastrutture e reti ICT. Ma sottolinea come lo sviluppo di soluzioni per la safety and security delle opere non possa prescindere da un nuovo sistema di governance. Il nuovo sistema di governance deve muovere da una collaborazione tra pubblico e privato, sia per garantire la sostenibilità economica degli interventi, sia per mettere a sistema capacità e competenze. L’autore propone un modello in cui il pubblico funge da hub e si fa garante della sicurezza collettiva e il privato opera da catalizzatore di progetti di protezione mettendo a disposizione soluzioni e tecnologie.

Competitive Intelligence

La sezione Competitive Intelligence ha lo scopo di mettere a fuoco le tendenze di fondo delle dinamiche competitive nei comparti delle utility. Questo in una prospettiva sia nazionale sia internazionale.
Il primo articolo, a cura di Paolo Giachino e Sara Noro di CVA, trattano di una tematica oggi molto calda nella gestione delle utilities: quella della customer retention. Dall’articolo emerge come i tassi di switch siano in continuo aumento, soprattutto per i clienti industriali. Secondo CVA la soluzione per far fronte a questo fenomeno è diffondere/rendere riconoscibile il brand, garantire una maggiore presenza sul territorio, avere una più stretta interazione col cliente e, ovviamente, praticare prezzi competitivi.
Anche l’articolo di HERA, a cura di Cristian Fabbri, tratta delle tematiche di marketing, oggi sempre più strategiche per il comparto delle utilities. Il focus del pezzo riguarda l’estensione dell’offering come strategia vincente per mantenere i clienti esistenti e acquisirne nuovi. Secondo l’autore offrire ai clienti servizi addizionali come efficienza energetica o beni energy saving è ormai essenziale per differenziarsi dai competitor in un contesto dove i prezzi di vendita si stanno sempre più livellando. Ciò impone però una attenta pianificazione e una corretta integrazione con la funzione vendite.

Speciali Osservatori

La Rivista ospita i contributi provenienti dagli Osservatori di cui è media partner:
• OIR – Osservatorio Internazionale sull’Industria e la Finanza delle Rinnovabili (www.agici.it/oir/)
• M&A Utilities – Osservatorio sulle Alleanze e le Strategie nel Mercato Pan-Europeo delle Utilities
(www.agici.it/osservatorio-utility/)
• CNF – Osservatorio “I Costi del Non Fare” (www.agici.it/cnf/)
Questa sezione contiene articoli riguardanti gli Osservatori di Agici Finanza d’Impresa: Utilities, Rinnovabili, Infrastrutture. Gli articoli sono scritti sia dallo staff Agici sia dalle aziende partner degli Osservatori.
Il primo contributo di Alessandra Garzarella, Stefano Clerici e Maurizio Bellini di Agici Finanza d’Impresa, pone l’attenzione sullo Studio 2013 dell’Osservatorio “I Costi del Non Fare”, presentato a Milano lo scorso 3 dicembre in occasione del Convegno: “Infrastrutture del futuro: verso un nuovo modello di sviluppo. Priorità, tecnologie, norme e finanziamenti”. L’articolo espone, in maniera più approfondita rispetto allo scorso numero, i risultati dei Costi del Non Fare nel periodo 2012-2027 nei settori: energia, efficienza energetica, rifiuti, idrico, viabilità autostradale e ferroviaria, logistica e telecomunicazioni. Vengono riportati, inoltre, i dati sul monitoraggio delle realizzazioni infrastrutturali prioritarie per lo sviluppo e la competitività del Paese nel biennio 2012-2013, al fine di valutare gli oneri effettivamente sostenuti dal Paese a causa dei ritardi attuativi nei settori esaminati. Ciò che ne consegue è che il Paese ha ancora un forte fabbisogno infrastrutturale, ma sempre meno di quantità (km di strade, MW di impianti, ecc.) e sempre più di qualità (ad es. razionalizzazione delle reti elettriche e di trasporto, NGN, innovazione tecnologica, gestione della mobilità e Smart City). I maggiori benefici non deriveranno solo dalle grandi infrastrutture ma anche, e forse soprattutto, dai progressi tecnologici e dal miglior utilizzo e protezione/conservazione dell’esistente. Nuove realizzazioni e innovazioni, ma anche protezione dell’esistente, dunque, in particolare delle infrastrutture fondamentali che consentono l’erogazione di servizi essenziali per il Paese. È questo un altro tema su cui lo Studio ha posto l’attenzione, analizzando le principali normative nazionali ed europee per la sicurezza delle infrastrutture, i piani di intervento internazionali e le principali tecnologie di sicurezza.
L’articolo a cura di Marco Carta e Matia Crispolti di Agici Finanza d’Impresa tratta dell’andamento economico, finanziario e patrimoniale delle prime cinque Multiutility italiane per fatturato. L’articolo riassume parte delle ricerche contenute nel XIV Rapporto Annuale dell’Osservatorio sulle Alleanze e le Strategie nel Mercato Pan Europeo delle Utilities. Dall’analisi emerge un quadro tutto sommato non negativo. Nonostante il difficile contesto economico le principali Multiutility riescono a incrementare il fatturato e a diminuire la posizione debitoria; le principali criticità si riscontrano nella redditività anche se, va precisato, non si registrano situazioni allarmanti.
L’articolo di UniCredit, a cura di Silvia Giannageli e Laura Torchio, riassume il nuovo Rapporto Infrastrutture e Energia “Another kind of green”. Esso tratta dei finanziamenti alle energie rinnovabili in Italia e nel Mondo. Dall’analisi emerge come in Italia, dopo “l’esplosione” dei finanziamenti del periodo 2008-2011, gli investimenti nelle energie rinnovabili siano progressivamente calati e l’atteggiamento della banche sia diventato più “cauto”. Al contrario nel mondo, e in particolare nei paesi emergenti, la corsa alle rinnovabili continua e si arricchisce di nuovi soggetti finanziatori quali fondi infrastrutturali, climate bond, fondi pensione, ecc.
Paolo Grossi, Amministratore Delegato di RWE Innogy Italia, è autore di un pezzo che mette in luce le principali criticità del mercato italiano delle rinnovabili. L’articolo mette in luce come, nonostante un quadro regolatorio instabile in Italia si sia investito molto: il nostro Paese è diventato tra i punti di riferimento globale nelle rinnovabili. Per l’ulteriore sviluppo del settore, Grossi si augura una normativa più stabile ma sostiene come anche le aziende debbano fare la loro parte aumentando l’efficienza di gestione sia sul lato investimenti sia nell’O&M.

Novità Editoriali

In questo numero è stato recensito il volume "Introduzione alla Economia e Gestione delle Public Utilities".

 
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