Numero 1/2015

 

 

Infrastructures
- Marco Patuano, Telecom: lo sviluppo della banda ultralarga in Italia
- Matteo del Fante, Terna: i costi del non fare le infrastrutture di rete
- Sviluppo infrastrutturale in Africa

L'opinione dei Protagonisti
La parola Carlo Malacarne, Amministratore Delegato Snam

Efficienza Energetica (EE)
L’efficientamento energetico per CPL Concordia

Competitive Intelligence
- Il mondo nuovo dell’energia: la strategia di E.ON
- La grande sfida di Acea nello sviluppo delle Smart Grid
- Il metering multiservizio: l’esperienza di Hera

Speciale Osservatori
- M&A Utilities: sotto esame la produzione e il consumo del gas in Europa. L’alternativa Offshore e gli interventi UE per la sicurezza energetica
- I Costi del Non Fare: le priorità infrastrutturali, le nuove tecnologie, le opportunità internazionali, il miglioramento delle performance per il sistema Paese

Novità editoriali
Public Utilities e Infrastrutture. Profili Economici e Gestionali, il nuovo libro di Andrea Gilardoni


Infrastructures

La sezione Infrastructures propone contributi focalizzati sul tema della programmazione, costruzione, finanziamento e gestione delle opere infrastrutturali e di tutte le implicazioni a ciò collegate e da ciò derivanti. La prospettiva è certamente strategico-aziendale, ma non sono esclusi contributi con una visione più ampia. Il taglio è globale, nel senso che sono benvenuti articoli che illustrano i potenziali dei mercati di tutto il mondo con riguardo alle varie categorie di infrastrutture considerate dalla Rivista.
In questo primo numero del 2015 la sezione Infrastructures raccoglie i contributi e le testimonianze di alcuni dei relatori che hanno partecipato al IX Workshop dell’Osservatorio I Costi del Non Fare, dal titolo “Le nuove frontiere dello sviluppo infrastrutturale. Innovazione tecnologica e opportunità internazionali” che si è tenuto lo scorso 2 dicembre a Roma.
Il primo articolo di Marco Patuano, Amministratore Delegato di Telecom Italia, evidenzia come la realizzazione delle infrastrutture TLC sia una delle sfide più importanti per il Paese. Infatti, da un lato, ci sono gli ambiziosi obiettivi fissati dall’Agenda Digitale Europea, dall’altro si pone l’enorme crescita del traffico dati sia su rete fissa che rete mobile. A fronte delle opportunità che la larga banda fa nascere in tutti i settori industriali, è certamente necessario realizzare gli ingenti investimenti nelle reti e nelle nuove tecnologie che possano consentire al nostro Paese di colmare il gap che ancora lo separa dai Paesi più maturi. In questo percorso, è condivisibile individuare la fibra come soluzione di lungo termine. Tuttavia, i tempi ed i costi di sviluppo necessari per implementare le reti in fibra, unite ad una domanda ancora molto immatura, ed alla necessità di assicurare che le scelte tecnologiche traggano origine dal mercato, disegnano chiaramente un percorso “ottimo” che non può che essere misto fibra-rame. Affinché questo grande piano di investimenti si realizzi, servono delle condizioni al contorno specifiche: non solo una politica industriale incentivante, ma anche un quadro normativo e regolamentare chiaro e razionale.
L’articolo di Matteo del Fante, Amministratore Delegato di Terna, affronta a 360° il tema dello sviluppo infrastrutturale del Paese. Prendendo spunto dagli stimoli dello Studio 2014 dell’Osservatorio CNF, dapprima evidenzia l’importanza del fare le opere, sottolineando come l’approccio adottato da Terna abbia permesso, negli ultimi anni, di realizzare investimenti per oltre 8 miliardi di €, con ricadute occupazionali ed economiche, per le imprese e le famiglie, di gran lunga superiori ai costi sostenuti. Terna intende proseguire questo sforzo investendo in futuro in nuove reti, soprattutto di interconnessione con l’estero, perseguendo il duplice obiettivo della creazione di un mercato unico europeo e dell’indipendenza energetica comunitaria. Importanti saranno anche gli investimenti in innovazione tecnologica, che permetta di utilizzare al meglio le infrastrutture esistenti; in questo senso vanno gli sforzi in sistemi di accumulo che permetteranno di decongestionare il sistema elettrico nazionale e di sperimentare lo storaging. L’articolo poi affronta il tema dei finanziamenti e in particolare delle forme di collaborazione pubblico privato. In conclusione, individua nelle opposizioni locali, nelle lungagini burocratiche e nella competenza concorrente Stato Regioni i principali ostacoli allo sviluppo infrastrutturale del Paese.
Infine, l’articolo di Luigi De Pierris, Senior Advisor dell’African Development Bank, è un’interessante overview sulle opportunità e i rischi legati nel mercato Africano delle infrastrutture. L’Africa, in poco più di un decennio si è trasformata, in virtù di fenomeni economici, politici e sociali, da terra senza speranza a opportunità di investimento. Negli ultimi 12 anni il PIL del continente è cresciuto a tassi medi superiori al 4%. Tuttavia, per cogliere le grandi opportunità occorre gestire una serie di rischi evidenti: da un lato la dilagante corruzione, l’instabilità politica e la scarsa trasparenza; dall’altra l’insufficiente livello di infrastrutture. Secondo l’Africa Infrastructure Diagnostic Report, la mancanza di infrastrutture sta frenando la crescita economica del continente di almeno un 2% all’anno. Lo stesso studio stima che il fabbisogno di investimenti infrastrutturali è pari a oltre 93 miliardi di € all’anno. Tuttavia, il rischio d’impresa, percepito ancora come elevatissimo dagli investitori privati, impedisce l’afflusso dei capitali necessari. In questo contesto, un ruolo centrale potrà essere giocato dalla banche multilaterali di sviluppo.

Efficienza Energetica

La sezione Efficienza Energetica di questo numero raccoglie contributi e testimonianze che traggono spunto dal primo Workshop del CESEF - Centro Studi sull’economia e il management dell’efficienza energetica- dal titolo “Efficienza energetica: leva per lo sviluppo del Paese. Proposte per competere, finanziare, regolare” che si è tenuto lo scorso 7 ottobre 2014 a Milano.
Il contributo di Marco Pulega, Responsabile del Servizio Apparecchiature Elettroniche di CPL Concordia, spiega passo passo quelle che sono le tecniche principali e le procedure da seguire per fare efficientamento energetico: raccolta delle informazioni; misurazione e telecontrollo; individuazione degli sprechi; realizzazione del progetto di riqualificazione; attuazione e verifica delle modifiche; realizzazione e attuazione della politica energetica; mantenimento del sistema di gestione energetica. La corretta applicazione del processo descritto può generare benefici notevoli per le imprese e un aumento significativo delle marginalità nel giro di pochi anni.

Competitive Intelligence

La sezione Competitive Intelligence ha lo scopo di mettere a fuoco le tendenze di fondo delle dinamiche competitive nei comparti delle utility. Questo in una prospettiva sia nazionale sia internazionale.
Il primo pezzo, a cura di Andrea Gilardoni, si occupa del tema che forse ha maggiormente “scosso” i manager dell’energia nel 2014: il nuovo piano strategico di E.ON. che prevede la sua separazione in due società. La prima, legata al “mondo nuovo” dell’energia, si fonda su rinnovabili, efficienza energetica e servizi ai clienti. La seconda, che rappresenta il “mondo convenzionale”, racchiude le centrai di grande taglia, il gas, il commodity trading. Gilardoni analizza pregi e limiti di tal modello, concludendo nella sua sostanziale “bontà”. L’articolo si chiude con alcune riflessioni circa la possibile replicabilità della strategia di E.ON da parte degli altri “big” dell’energia.
Il secondo articolo è redatto da Stefano Liotta e Silvio Alessandroni, rispettivamente Chief of Energy Distribution Network Operation and Responsible for Smart Grid Pilot Project e Chief of Network Operation System di Acea Distribuzione. Il pezzo tratta dell’innovativo progetto “Isole Smart” di Acea che prevede la realizzazione, all’interno del Comune di Roma, di, appunto, “isole” autosufficienti energeticamente basate su reti di distribuzione intelligenti, accumuli, rinnovabili e generazione distribuita. Tale progetto di Acea Distribuzione è il primo passo verso la trasformazione della sua rete romana da convenzionale in “smart”.
Il terzo pezzo è stato curato da Alessandro Baroncini e Marcello Bondesan, rispettivamente Direttore e Responsabile Sviluppo Asset Energia della Business Unit Reti Energia di HERA. L’articolo si focalizza sull’innovativo progetto di metering multiservizio che HERA sta portando avanti nella città di Modena. Esso consiste nel monitoraggio congiunto e intelligente dei consumi di gas, elettricità, idrico e rifiuti. Nella strategia di HERA tale progetto è visto come fattore abilitante dello sviluppo della smart city.

Speciali Osservatori

La Rivista ospita i contributi provenienti dagli Osservatori di cui è media partner:
• OIR – Osservatorio Internazionale sull’Industria e la Finanza delle Rinnovabili (www.agici.it/oir/)
• M&A Utilities – Osservatorio sulle Alleanze e le Strategie nel Mercato Pan-Europeo delle Utilities
(www.agici.it/osservatorio-utility/)
• CNF – Osservatorio “I Costi del Non Fare” (www.agici.it/cnf/)
• CESEF – Centro Studi sull’Economia e il Management dell’Efficienza Energetica (www.agici.it/efficienza-energetica/)

Il primo contributo di Marco Carta e Tommaso Perelli di Agici Finanza d’Impresa anticipa il capitolo “The future role of Gas: prices, international flows and new potential in the Mediterranean Sea” del Rapporto “The New Energy World – Strategies of the 42 Gas&Power Leaders in Europe”. L’articolo tratta di alcune tendenze di fondo ed emergenti nel settore del gas naturale a livello pan-europeo: la dipendenza dell’Europa dal gas russo e il tentativo di slegarsi attraverso lo sfruttamento delle risorse potenziali nel Mediterraneo. Dall’analisi emerge come Paesi quali Israele, Cipro e Grecia detengano ingenti quantità di gas che, se messe in produzione, potrebbero di molto ridurre l’import europeo, specie nell’attuale contesto di calo dei consumi.
Il contributo di Alessandra Garzarella pone l’attenzione sullo Studio 2014 dell’Osservatorio “I Costi del Non Fare”, presentato a Roma lo scorso 2 dicembre in occasione del Convegno: “Le nuove frontiere dello sviluppo infrastrutturale. Innovazione tecnologica e opportunità internazionali”. Tale Studio, accanto alla consueta identificazione delle priorità infrastrutturali del Paese e al calcolo dei costi per la collettività a causa della loro mancata/ritardata realizzazione, ha esteso l’attenzione al miglioramento delle performance delle infrastrutture esistenti; alle opportunità di investimento nel mercato globale delle infrastrutture in un’ottica di crescita delle imprese del settore e ai modelli innovativi per il finanziamento delle opere. L’articolo, inoltre, riporta i principali punti emersi dai due dibattiti intervenuti, nel corso del Convegno, con autorevoli esponenti del mondo delle infrastrutture, dall’idrico all’energia, dalle telecomunicazioni ai trasporti e alla finanza. Si tratta di spunti interessanti per lo sviluppo infrastrutturale e per favorire gli investimenti nel mercato globale delle infrastrutture.
L’articolo di Massimo Bruno di Enel è incentrato sull’innovazione tecnologica nel settore elettrico, principale driver per superare la crisi in atto ed elemento fondamentale per la crescita presente e futura. La tecnologia ha cambiato i modi di vivere e di lavorare. Tra i fattori di cambiamento, le smart cities, la mobilità elettrica e l’innovazione nei sistemi di produzione di energia hanno e avranno senza dubbio un ruolo determinante. L’attuale contesto economico ha, inoltre, fatto emergere con maggiore forza lo stretto legame tra il tema dell’innovazione tecnologica e il tema dell’efficienza energetica che negli ultimi anni è diventato uno dei cavalli di battaglia dell’Europa, e non solo. A questo proposito, nell’articolo vengono segnalati alcuni risultati che emergono dallo studio “Stato e prospettive dell’efficienza energetica in Italia”, realizzato dalla Fondazione Centro Studi Enel insieme all’Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano.
L’ultimo contributo di Maurizio Bellini, Stefano Clerici e Alessandra Garzarella espone in maniera più approfondita i risultati dello Studio 2014 dell’Osservatorio CNF sul il tema del miglioramento delle performance. L’accresciuta consapevolezza della dotazione infrastrutturale del Paese, unita alla riduzione delle risorse disponibili, enfatizza il bisogno di intervenire sullo stock di opere esistenti con interventi di manutenzione, ammodernamento e upgrade tecnologico. Tali interventi permettono di migliorare la qualità dei servizi erogati ai cittadini e di ridurre gli impatti delle opere sul territorio e sull’ambiente. I casi da noi considerati sono: le Smart Grid, gli Smart Meter del gas, la rimozione delle limitazioni di rete elettrica, l’efficientamento energetico della PA, la produzione di biometano da FORSU, la velocizzazione e l’upgrading delle reti ferroviarie e il sistema di Workforce Management.

Novità editoriali: Public Utilities e Infrastrutture. Profili Economici e Gestionali.
I grandi cambiamenti in atto, la crisi economica, il progresso delle tecnologie sono fattori che stanno rapidamente cambiando il contesto in cui operano le utilities dell’energia e dell’ambiente in Europa e nel mondo. Il testo affronta i temi principali in atto e le possibili strategie e tecniche per affrontarli e superarli. Il testo, a cura di Andrea Gilardoni, è pensato per gli studenti universitari ma è certamente molto utile anche per chi vuole migliorare le conoscenze di un settore di grande rilevanza economico-sociale ma pure non privo di complessità.
publishing.agici.it/negozio/public-utilities/

 
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