Numero 1/2016

 

 

Competitive Intelligence
- Le multiutility cambiano pelle: nuove relazioni tra Iren e gli stakeholder
- Servizi idrici: stato attuale e proposte per migliorare la situazione del Mezzogiorno
- Mercato italiano del gas: tendenze in corso e cambiamenti attesi. Lo studio UniCredit
- REF: regole chiare per la ripresa degli investimenti nell’idrico in Italia
- Ma sono veramente bassi i prezzi del petrolio? Considerazioni di Davide Tabarelli, Nomisma Energia
- L’importanza dei green bonds e gli investimenti “verdi”
- Enel Distribuzione: un benchmark a livello internazionale

L'Opinione dei Protagonisti
La parola a Pierfrancesco Maran, Assessore alla Mobilità del Comune di Milano

Speciale Osservatori
- I Costi del Non Fare: Vecchie criticità e nuove soluzioni per lo sviluppo infrastrutturale
- M&A Utilities: Il mercato italiano del gas
- M&A Utilities: Elettricità, gas, idrico e rifiuti. Strategie e performance delle maggiori utilities italiane

Infrastructures
Arpinge. Investire nelle infrastrutture potenziando i progetti di qualità. L’ottica degli enti di previdenza


Infrastructures
La sezione Infrastructures propone contributi focalizzati sul tema della programmazione, costruzione, finanziamento e gestione delle opere infrastrutturali e di tutte le implicazioni a ciò collegate e da ciò derivanti. La prospettiva è certamente strategico-aziendale, ma non sono esclusi contributi con una visione più ampia. Il taglio è globale, nel senso che sono benvenuti articoli che illustrano i potenziali dei mercati di tutto il mondo con riguardo alle varie categorie di infrastrutture considerate dalla Rivista.
Questo numero ospita un articolo di Federico Merola, Amministratore Delegato di Arpinge, società di investimento fondata dalle casse previdenziali di Architetti, Periti Industriali, Ingegneri, Geometri. L’articolo muove dalla considerazione che, date alcune condizioni di contesto, per gli investitori di natura previdenziale e assicurativa, l’investimento in infrastrutture rappresenta una eccezionale opportunità di impiego delle proprie risorse. A livello internazionale, ove tali condizioni si verificano, il contributo allo sviluppo infrastrutturale di tali operatori è rilevante. In Europa, invece, ci troviamo di fronte ad un paradosso: la scarsità dei progetti bancabili ed eleggibili per fondi di investimento. Mancano cioè progetti che siano, in prima battuta, in linea con le best practices internazionali, soprattutto in materia di conflitti di interesse ed equità commerciale delle transazioni. La ricetta di chi scrive per creare progetti di qualità poggia su tre pilastri: l’evoluzione della struttura industriale di alcuni settori infrastrutturali; l’allargamento della filiera “PA-Costruttori-Banche” a investitori/promotori/gestori “puri”; l’innovazione profonda e coraggiosa delle regole destinate agli investitori istituzionali.

Competitive Intelligence
La sezione Competitive Intelligence ha lo scopo di mettere a fuoco le tendenze di fondo delle dinamiche competitive nei diversi comparti delle utility. Questo in una prospettiva sia nazionale sia internazionale.
L’articolo di Selina Xerra, Direttore Corporate Social Responsibility e Comitati Territoriali del Gruppo Iren, nel mutato quadro delle multiutility, focalizza l’attenzione sui rapporti che le aziende devono avere con gli stakeholder per essere sempre più competitive. Un rapporto più snello e qualificato per obbligare le aziende a fornire servizi in grado di anticipare i bisogni delle comunità o nuovi servizi che nascano dall’ascolto di bisogni espressi.
L’articolo di Mario Rosario Mazzola e Adolfo Spaziani analizza lo stato attuale del servizio idrico in Italia evidenziando il deficit infrastrutturale e le criticità che da anni affliggono il settore, soprattutto nelle regioni meridionali. Alla luce di ciò, vengono avanzate proposte al fine di migliorare la situazione del Mezzogiorno, da inserirsi però in una strategia complessiva del settore.
L’articolo di Laura Torchio, che fa capo alla Territorial & Sectorial Intelligence di UniCredit Group, partendo da una premessa sull’evoluzione del mercato mondiale del gas naturale, connessa allo sviluppo delle risorse di shale gas, alla crescita del mercato del GNL e al processo di de-coupling dei prezzi gas dalle quotazioni, si sofferma poi sulle tendenze in corso. Ne scaturisce un’analisi a tuttotondo che riflette anche la situazione nel nostro Paese, ancora fortemente dipendente da fornitori internazionali come la Russia (51% dell’import di gas). Circa le prospettive a breve termine, in Italia permarrà un quadro caratterizzato da una debole ripresa dei consumi di gas e da un trend discendente dei prezzi.
Il contributo di Donato Berardi e Francesca Casarico del Laboratorio REF Ricerche mette in evidenza il ruolo della regolazione nella ripresa degli investimenti nell’idrico nel nostro Paese. L’introduzione da parte dell’AEEGSI di regole chiare ha ristorato la fiducia degli investitori e rimesso in moto gli investimenti. Il fabbisogno reale continua tuttavia a rimanere ingente e la nuova regolazione non sembra aver dispiegato i suoi effetti benefici in tutte quelle situazioni di ritardo gestionale e di assetto di governance incompleto.
Davide Tabarelli, Presidente di Nomisma Energia, nel suo articolo analizza i fattori che influenzano l’andamento dei prezzi del petrolio. Il mercato petrolifero ha iniziato il 2016 confermando un trend di debolezza che dura ormai da un anno e mezzo e che ha fatto crollare di due terzi i $ 110 su cui si erano stabilizzati nei precedenti 5 anni, arrivando a minimi, vicini ai $ 30, che non si vedevano dal 2004. Secondo Tabarelli, nella lunga storia del mercato petrolifero, che dura da oltre 150 anni, i $ 30 per barile non sono un prezzo poi così basso. In termini reali, le medie di lungo periodo sono intorno a questo valore e confermano un trend di fondo comune a tutta l’economia mondiale e destinato a continuare anche in futuro.
Dall’articolo di Diomidis Dorkofikis, Direttore di Foresight Italia, emerge che un numero crescente di investitori, emittenti e intermediari, ritiene che i green bonds siano particolarmente adatti come una fonte di capitale per finanziare la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio. Un ottimo esempio nel nostro Paese proviene da Hera, che ha emesso € 500 milioni in green bonds per finanziare progetti nel fotovoltaico e nelle centrali elettriche a biogas, nell’efficienza energetica e nel miglioramento dell’efficienza degli impianti di trattamento delle acque reflue. Dorkofikis afferma infine che gli emittenti, per far guadagnare credibilità verso tali obbligazioni e per raggiungere il pieno potenziale di mercato, dovranno occuparsi sia delle norme che della standardizzazione.
L’articolo di Gianluigi Fioriti, Amministratore Delegato di Enel Distribuzione, focalizza l’attenzione sui più recenti trend di investimento nel settore elettrico e in particolare nelle reti. Infatti, l’evoluzione del mercato elettrico e della generazione distribuita in Italia ha avuto un effetto significativo sullo sviluppo delle infrastrutture elettriche negli ultimi anni. In questo contesto la rete di distribuzione svolge un ruolo sempre più attivo nella gestione dei flussi elettrici. Le infrastrutture diventano così sistemi dinamici in grado di adattarsi ai cambiamenti di contesto e di abilitare e soddisfare i percorsi di sviluppo dei territori e dei clienti. Enel Distribuzione ha saputo, attraverso investimenti mirati, gestire questo cambiamento diventando un benchmark a livello internazionale.

Speciali Osservatori
La Rivista ospita i contributi provenienti dagli Osservatori di cui è media partner:
• OIR – Osservatorio Internazionale sull’Industria e la Finanza delle Rinnovabili (www.agici.it/oir/)
• M&A Utilities – Osservatorio sulle Alleanze e le Strategie nel Mercato Pan-Europeo delle Utilities
(www.agici.it/osservatorio-utility/)
• CNF – Osservatorio “I Costi del Non Fare” (www.agici.it/cnf/)
• QPLab – Quality Project Lab (www.agici.it/quality-project-lab)
• CESEF – Centro Studi sull’Economia e il Management dell’Efficienza Energetica (www.agici.it/efficienza-energetica/)
Il primo articolo di Stefano Clerici, Alessandra Garzarella e Maurizio Bellini è la sintesi dello Studio 2015 dell’Osservatorio I Costi del Non Fare dal titolo “Passato, presente e futuro dello sviluppo infrastrutturale. Vecchie criticità e nuove soluzioni” presentato l’1 dicembre 2015 a Milano in occasione del X Workshop annuale. Lo Studio si focalizza su: l’individuazione delle nuove priorità infrastrutturali e il calcolo dei nuovi CNF; l’analisi dei casi di upgrade tecnologico e di ammodernamento utili per il miglioramento delle performance delle infrastrutture esistenti; l’analisi delle cause di aumento dei tempi e dei costi delle opere in Italia e l’individuazione degli strumenti di Risk Management per i progetti infrastrutturali.
Dall’Osservatorio M&A Utilities gli altri tre articoli.
Il primo, “Il mercato italiano del gas: status e prospettive in una ottica globale”, è stato redatto da Andrea Gilardoni, Marco Carta e Tommaso Perelli. Secondo i tre autori, i consumi di gas naturale in Italia hanno continuato nel 2014 la tendenza al ribasso iniziata nel 2011, ribasso attribuibile al crollo dei consumi nel settore termoelettrico, che in media ha rappresentato una quota di circa un terzo dei consumi totali di gas naturale in Italia. Per il 2015, la domanda di gas sembra crescere rispetto al 2014, così come la competizione, che diventerà sempre più accesa grazie a una ulteriore apertura dei mercati a monte della filiera (produzione e importazione) e alla tendenza verso una concentrazione delle quote di mercato in mano ai soggetti più rilevanti, con una conseguente diminuzione degli operatori presenti sul mercato.
“Elettricità, gas, idrico e rifiuti. Strategie e performance delle maggiori utilities italiane” è l’articolo stilato da Andrea Gilardoni, Marco Carta, Raffaele Caracciolo e Tommaso Perelli. In sintesi, il settore elettrico è caratterizzato dall’appiattimento della domanda, dall’overcapacity persistente e dal calo del prezzo di acquisto dell’energia nella borsa elettrica; quello del gas è in declino a causa di un calo dei consumi, del de-coupling dei prezzi del petrolio e gas e dell’oversupply in Europa. Gli autori sono però d’accordo nel definire il settore dei rifiuti in continua evoluzione grazie a un calo nella produzione dei rifiuti e dello shortage nella capacità di trattamento dei rifiuti stessi in molte aree del Paese. Infine il settore idrico risulta essere caratterizzato da un’elevata frammentazione del comparto e dal ruolo che giocherà l’AEEGSI.
L’articolo “How the 40 leading Pan-European companies in Gas&Power&Oil are facing the difficult times” è stato scritto da Andrea Gilardoni, Marco Carta, Tommaso Perelli e Matteo Marchente. Dall’articolo emerge che la domanda di gas ed elettricità in Europa continua a essere stagnante, ma che nei Paesi emergenti i consumi di energia continuano ad aumentare. Inoltre l’oversupply globale di energia sta facendo diminuire i prezzi delle maggiori commodities energetiche: petrolio, gas, carbone ed elettricità. Le fonti rinnovabili rimangono quindi una priorità sia per i Paesi già sviluppati, sia per quelli in via di sviluppo. Gli autori sono infine d’accordo a considerare alcune variabili utili a fronteggiare le sfide future. Si tratta delle policy di riduzione dei costi, della ristrutturazione organizzativa, delle strategie di investimento e di internazionalizzazione, dell’estensione dell’offerta e dell’innovazione e del venture capital.

 

 
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