Numero 2/2010

 

 

Academy- AIDEA
Calderazzi R., Il socio privato nelle società miste

Speciale nucleare
Contributi di Stefano Saglia, Federico Testa e Claudio Arcudi

Come affrontare il nodo degli investimenti infrastrutturali
di Franco Bassanini

Il "mio" Acquedotto Pugliese
di Ivo Monteforte, premio Manager Utilities 2009

L'Opinione dei Protagonisti
La parola a Francesco Starace (Enel Green Power) sulla strategia nelle rinnovabili del Gruppo Enel

E ancora:
> Il mercato italiano delle utilities. Verso il Big Bang delle municipalizzate?

> L'approvvigionamento delle Biomasse e la Short Rotation Forestry

> La gara dell'AMT di Genova

> I mercati all'ingrosso di gas ed elettricità nel primo trimestre 2010

> La responsabilità di amministratori e dirigenti nelle società pubbliche

L'accreditamento AIDEA

Come consuetudine, la sezione Academy propone lavori di studiosi e accademici che trattano in modo organico le problematiche inerenti le imprese di pubblica utilità. In questa sede, pare utile ricordare che la scelta di accreditamento della rivista presso l’Accademia Italiana di Economia Aziendale (AIDEA) ha dato luogo ad un processo ormai consolidato di doppio referaggio anonimo che comporta maggiori vincoli, ma benefi ci signifi cativi. Tale indirizzo genera il rigetto di alcuni lavori e, indubbiamente, un ampliamento dei tempi di revisione ed elaborazione della versione finale degli articoli accettati. In ogni caso, si registra un aumento delle proposte di pubblicazione; fenomeno molto positivo che segnala una maggiore qualità percepita da parte dei lettori. Il lavoro che compare in questo numero della rivista risponde alla logica multidisciplinare dei temi trattati e affronta gli aspetti della governance sotto il profilo giuridico.
Nel saggio, Rosa Calderazzi si pone due importanti interrogativi: “... c’è la possibilità che il socio privato (di una public utility) svolga compiti operativi connessi alla gestione del servizio, qual è lo strumento che garantisce il rispetto dei principi del Trattato di trasparenza, imparzialità, economicità, non discriminazione?...”
L’autrice risponde agli interrogativi citati, prendendo in esame l’intervento legislativo (legge 20 novembre 2009, n.166) che apporta modifiche significative all’assetto della governance delle imprese operanti nei servizi pubblici locali. L’analisi attribuisce un ruolo rilevante alla società mista, quale modello in grado di generare sinergie nella gestione, sotto il profilo del reperimento dei mezzi finanziari e dal lato operativo e manageriale. Appare importante la comparazione del nuovo assetto rispetto ai problemi di selezione avversa e azzardo morale connessi alle gestioni “in appalto” o alle “concessioni” ai privati. Noi tutti sappiamo che ogni contratto risulta parzialmente incompleto, ma l’autrice, nel commentare la norma, alla luce della giurisprudenza nazionale e comunitaria, rileva che è possibile affrontare il problema. Occorre particolare attenzione nella predisposizione del bando di gara. I principi del Trattato, sopra richiamati, possono essere tutelati richiamando in modo circostanziato nella procedura ad evidenza pubblica le attività richieste nella gestione del servizio. Questo approccio riduce le asimmetrie informative e assicura trasparenza alle condizioni di accesso al mercato.
Giovanni Fraquelli

Speciale Nucleare

Come ben noto, il nostro Governo ha preso la decisione di rientrare nel nucleare civile ribaltando un quadro che si era stabilizzato dopo la decisione referendaria di uscirne nel 1986 quando avevamo una posizione di leadership mondiale nelle tecnologie. La decisione di ritorno al nucleare fu presa sull’onda dei prezzi elevatissimi del petrolio, che si portavano dietro quelli del gas naturale da cui noi siamo molto dipendenti. Fu come dire: “Cari amici russi o algerini, se mantenete questi prezzi noi opereremo per ridurre la nostra dipendenza da voi”. In più, i rischi di approvvigionamento attraverso l’Ucraina non aiutavano certo a visioni diverse.
Nel frattempo Enel, con le operazioni all’estero, stava diventando un importante operatore nel nucleare e doveva dunque in ogni caso rafforzare le proprie competenze creando una divisione dedicata. Stipulava anche vari accordi tra cui quello con EDF per lo sviluppo delle nuove tecnologie nucleari.
Oggi il quadro è ancora diverso. I prezzi del gas sono calati, o addirittura crollati un po’ per la crisi e un po’ per lo sviluppo dell’unconventional gas che hanno tolto gli Stati Uniti dal novero dei Paesi importatori. Si stanno sviluppando le rinnovabili anche se il loro peso si mantiene relativamente modesto; gli sforzi in essere, il progresso tecnologico, il permanere delle sovvenzioni sono tutti fattori che lasciano immaginare una crescita non di breve termine. Oggi la capacità produttiva in Italia e in Europa è largamente superiore alla domanda. In Italia probabilmente del 100%. Ci sono centrali a gas che non producono a sufficienza per ripagare il project financing. Il quadro è dunque articolato e per certi aspetti preoccupante.
In questo contesto come si colloca il nucleare? Qui raccogliamo tre autorevoli opinioni.
Quella di Stefano Saglia che, oltre ad essere un esperto della tematica energetica, è Sottosegretario con incarichi alla partita. Saglia sottolinea i benefici che il sistema Paese può trarre in termini di sviluppo industriale, di afferenza ad un club esclusivo, di differenziazione delle fonti.
Vi è poi l’opinione di Federico Testa, altro esperto della materia e componente della Commissione industria della Camera dei deputati per il PD; la posizione di Testa non è pregiudizialmente contro ma richiama il Governo ad operare con il massimo rigore su una questione che comunque ha elevati gradi di complessità.
Infine Claudio Arcudi, in una prospettiva più tecnica, discute i modelli adottati e adottabili per il governo della materia.

Competitive Intelligence

Il primo contributo è di Franco Bassanini, Presidente della Cassa Depositi e Prestiti. Mi sembrano riflessioni di grande pregio su come si possa operare per il rilancio dell’economia e delle infrastrutture in un contesto delicato e complesso, ove debito pubblico, stagnazione o recessione convergono a creare un quadro instabile.
Ivo Monteforte, AU dell’Acquedotto Pugliese, ci racconta il suo punto di vista, forte anche del riconoscimento di Manager Utilities dell’anno 2009 dato dalla nostra Rivista. Un messaggio su tutto: l’Acquedotto Pugliese, noto per “dare più da mangiare che da bere”, può rappresentare un esempio di come si possa operare nella giusta direzione anche in contesti complessi. Sul tema dell’idrico, e sulla questione acqua pubblica-acqua privata torneremo con determinazione; ci sembra però che dovremo preliminarmente sgombrare il campo da pregiudiziali politiche che stanno “inquinando” il dibattito con affermazioni talvolta veramente risibili. Va rammentato che il 99% del sistema idrico del nostro Paese è gestito da soggetti pubblici e se ci sono problemi essi si accompagnano a questo assetto. Il vero punto è un altro: come dice Monteforte c’è la assoluta necessità di una Autorità indipendente per l’idrico che induca comportamenti virtuosi qualunque sia l’afferenza dell’operatore.
L’articolo di Andrea Gilardoni e Luca Romè riassume i Rapporti presentati e discussi in occasione del convegno annuale dell’Osservatorio sulle Alleanze e le Strategie nel Mercato Pan-Europeo delle Utilities. Il quadro che emerge è certamente articolato e complesso, in misura rilevante colpito dalla crisi dell’economia mondiale, ma non per questo privo di spunti di rilievo.
Angelo Scaravonati, Presidente di Rinnova Green Energy, offre un interessante quadro sul mercato delle biomasse basato sulla Short Rotation Forestry.
Infine, il consueto contributo di Peter Crilly sui mercati all’ingrosso di gas ed elettricità nel primo trimestre del 2010. Il punto più rilevante è certamente lo storico disaccoppiamento tra mercato take or pay e mercato sport del gas che potrebbe portare a modifi che strutturali nella formazione dei prezzi.

 Professional

Il primo contributo, di Francesca de Santis dell’Università Federico II di Napoli, è uno studio ampio ed articolato, nonché di particolare interesse, che esamina in dettaglio le fasi e gli aspetti più signifi cativi della privatizzazione parziale della AMT di Genova, la società di trasporto pubblico locale. Il punto centrale del lavoro è nel contratto di servizio stipulato con l’azienda dalle amministrazioni comunale e regionale che deve essere elaborato per perseguire una pluralità di obiettivi, non ultimo quello del recupero dell’efficienza. L’articolo esamina gli aspetti organizzativi, le necessità di cambiamento, i flussi di relazione, il presidio della catena del valore, le modalità di definizione della qualità. Ciò solo per citare alcuni tra i punti più interessanti.
Il secondo contributo, di Francesco Lorusso, Procuratore Regionale della Corte dei Conti, ha un profilo giuridico; tratta cioè della responsabilità di amministratori e dirigenti di società a partecipazione pubblica. L’esame parte da un breve excursus della legislazione degli ultimi anni, per passare poi alla produzione giurisprudenziale della Corte dei Conti e della Cassazione in materia.

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