Numero 2/2015

 

 

Academy - AIDEA
Ossola G., Giovando G. e Crovini C., "Traffico passeggeri low-cost: impatto sul fatturato e sul risultato d’esercizio delle imprese di gestione aeroportuale"

Competitive Intelligence
- Poker d’assi energetico: le strategie aziendali di Eni, Enel, Terna e Snam
- Accenture: The game is changing. Le Utility contro la death spiral
- TerniEnergia: da pure green company a smart energy player

Infrastructures
- Piano Juncker e infrastrutture: strategie del Governo e opportunità per le imprese
- Corruzione nella realizzazione delle opere pubbliche. Alcune riflessioni preliminari

Efficienza Energetica (EE)
EE per il rilancio economico e industriale del Paese. Il punto di vista dei finanziatori

Speciale Osservatori
M&A Utilities:
- la tenuta del carbone nel mix energetico europeo
- considerazioni sull’utility del futuro
- i sistemi di energy storage: molto più di una promessa
- Viveracqua: un progetto innovativo di integrazione delle gestioni del servizio idrico integrato in Veneto

Dalle Aule dell'Università
Le Nuove Sfide dei Mercati Energetici e il Capacity Payment


Academy - AIDEA

La sezione Academy raccoglie i contributi di studiosi e ricercatori che, in via esclusiva o incidentale, si occupano dei settori dei servizi di pubblica utilità. Questa sezione, diretta dal prof. Giovanni Fraquelli, vuole rafforzare il collegamento, spesso troppo esile e non scevro di incomprensioni, tra sistema produttivo e sistema accademico. Il taglio dei lavori, mantenendo il rigore necessario, deve avere apprezzabili ricadute applicative; la forma espositiva deve porre in grado anche i non addetti ai lavori di cogliere i significati fondamentali delle questioni trattate.
La Rivista ha acquisito nel tempo ampia diffusione e riconoscimenti da parte di manager, operatori del comparto e da parte di policy maker. Gli interessi sollecitati sono molteplici. All’analisi dei sistemi e delle tecniche gestionali più qualificati, nell’ambito delle differenti funzioni aziendali (ivi comprese l’innovazione tecnologica e l’evoluzione normativa), vengono affiancati aspetti macrosettoriali relativi alle politiche infrastrutturali, tariffarie e finanziarie di settore. L’attività di governo dei servizi e delle infrastrutture non può però prescindere da una adeguata strumentazione teoric ae metodologica, spesso frutto di studi accademici.
Con l’accreditamento della Rivista presso l’Accademia Italiana di Economia Aziendale (AIDEA), si è inteso rafforzare la qualità dei contributi scientifici proposti dai vari studiosi, nell’ambito della sezione Academy. L’allargamento del Comitato scientifico ad autorevoli ricercatori internazionali e nazionali, il referaggio anonimo da parte di almeno due studiosi accademici, la rigorosa definizion edei criteri di presentazione dei lavori costituiscono i presupposti per migliorare il livello delleanalisi e, nel contempo, contribuire alla produzione di nuove ricerche, ovviamente rivolte allasoluzione di problematiche operative.
Per questo numero abbiamo selezionato l’articolo di Giovanni Ossola, Guido Giovando e Chiara Crovini. A partire dagli anni Novanta del secolo scorso il settore del trasporto aereo si è sviluppato notevolmente in Europa grazie alla nascita e all’affermazione sul mercato delle compagnie aeree low-cost. L’interesse verso questo fenomeno ha portato gli autori a iniziare una ricerca elaborata e complessa, riferita al periodo ricompreso tra il 2008 e il 2013, sui principali aeroporti italiani che beneficiano della presenza di tali compagnie. Partendo dall’analisi del trend dei passeggeri complessivi, si sono soffermati sul traffico low-cost. Gli obiettivi di questo studio sono rivolti alla valutazione di come tale elemento abbia influenzato il fatturato complessivo e, in particolare, il fatturato delle strategic business unit aviation e non aviation e il risultato d’esercizio delle società di gestione aeroportuale ricomprese nel campione selezionato. La ricerca si è basata su statistiche fornite da ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) e sull’analisi dei bilanci d’esercizio dei gestori aeroportuali. Questo lavoro, con le sue implicazioni e limitazioni, rappresenta la prima fase di un’analisi più approfondita del settore del trasporto aereo, il quale, nonostante la crisi economica mondiale, continua a registrare risultati positivi, incoraggianti e in continua crescita, come dimostrano i dati della ricerca.

Competitive Intelligence


La sezione Competitive Intelligence ha lo scopo di mettere a fuoco le tendenze di fondo delle dinamiche competitive nei diversi comparti delle utility. Questo in una prospettiva sia nazionale sia internazionale.
La sezione inizia con quattro pezzi di Andrea Gilardoni che esaminano le strategie del “poker d’assi” energetico afferente allo stato italiano: Enel, Terna, Eni e Snam. Gli articoli si basano in larga misura sui Piani Industriali presentati dalle medesime aziende negli scorsi mesi. Dal quadro emerge una situazione di sensibile cambiamento strategico, dovuta anche alla modifica dei vertici intervenuta negli scorsi mesi.
Dall’analisi del Piano 2015-2019 di Enel emergono quali siano i pilastri su cui l’azienda intende fondare la risposta strategica a fronte delle sfide globali dell’energia. Essi sono: efficienza operativa, crescita nelle reti di distribuzione (anche intelligenti), investimenti nelle rinnovabili, progressiva diminuzione del peso delle fossili nel mix produttivo e focus sui grandi mercati emergenti (in particolare America Latina).
Il Piano di Terna è incentrato invece su come recuperare ricavi e redditività in vista del calo della remunerazione del capitale investito previsto dal nuovo periodo regolatorio della AEEGSI. Le risposte strategiche di Terna sono: incremento dell’efficienza operativa, integrazione del mercato elettrico sia a livello zonale (Italia) sia a livello europeo, investimenti selettivi con minori impatti sulla tariffa elettrica e sul debito e sviluppo delle attività non regolate (tra le quali anche lo storage).
Eni intende fondare la sua crescita attraverso una focalizzazione ancora maggiore sulla attività di E&P, da sempre la più redditizia nel settore O&G. L’area di maggiore interesse è l’Africa; tra i mercati di sbocco, invece, crescerà il peso dell’Asia.
Per Snam le priorità strategiche sono: le interconnessioni con l’estero, l’aumento della capacità di trasporto nel Nord Italia, l’aumento della liquidità del mercato, investimenti negli stoccaggi per ampliare la flessibilità del sistema, accrescere efficienza e flessibilità della rete di distribuzione. Importanti nella strategia di Snam sono anche la valorizzazione degli asset internazionali e l’aumento dell’efficienza finanziaria e operativa.
Dopo la sopracitata ampia disamina, segue un articolo a firma di Danilo Troncarelli e Sandro Bacan di Accenture Strategy. I due autori descrivono i profondi mutamenti cui sta andando incontro il mercato italiano delle utility e delineano le possibili risposte strategiche per gli operatori. Dall’analisi emerge come le utility debbano trasformarsi da meri erogatori di commodity (gas ed elettricità) a fornitori di una ampia serie di servizi intelligenti (GD, storage, data management, …) con un focus sempre maggiore verso il cliente finale.
La sezione si conclude con un pezzo di Stefano Neri, Presidente e Amministratore Delegato di TerniEnergia. Neri, dopo una analisi puntuale dei mutamenti cui è andato incontro il mercato italiano delle rinnovabili, analizza le direttrici che l’azienda da lui guidata intende perseguire per competere nel nuovo scenario di mercato. La strategia è di far evolvere in modo radicale il modello di business trasformando TerniEnergia da un “mero” produttore di energia verde a un erogatore di sevizi smart quali, ad esempio, efficienza energetica, EPC, energy management e servizi post contatore.

Infrastructures

La sezione Infrastructures propone contributi focalizzati sul tema della programmazione, costruzione, finanziamento e gestione delle opere infrastrutturali e di tutte le implicazioni a ciò collegate e da ciò derivanti. La prospettiva è certamente strategico-aziendale, ma non sono esclusi contributi con una visione più ampia. Il taglio è globale, nel senso che sono benvenuti articoli che illustrano i potenziali dei mercati di tutto il mondo con riguardo alle varie categorie di infrastrutture considerate dalla Rivista.
Il primo contributo di Maurizio Bellini e Stefano Clerici di Agici Finanza d’Impresa, riassume i principali punti emersi dalla tavola rotonda dal titolo “Piano Juncker e infrastrutture: strategie del Governo e opportunità per le imprese” organizzata in occasione della presentazione del piano di attività 2015 dell’Osservatorio I Costi del Non Fare. L’evento è stato un’occasione per discutere le implicazioni per il settore infrastrutturale del Piano Juncker e per avanzare proposte in una fase cruciale di definizione delle priorità di investimento e degli strumenti di finanziamento. Dal dibattito è emerso che il Piano rappresenta una seria opportunità per il rilancio delle opere so-prattutto nel nostro Paese. I decision maker hanno l’importante responsabilità di coordinare gli sforzi al fine di creare le migliori condizioni per la buona riuscita del Piano. È auspicabile che esso sia determinante nel fornire nuove risorse finanziarie al sistema e nell’innescare una nuova fase di investimenti infrastrutturali in Europa. Diversi operatori ed esperti sottolineano, tuttavia, che la mancanza di investimenti non è necessariamente legata alla carenza di risorse finanziarie. In primo luogo, esiste molto spesso una carenza in termini di qualità progettuale. In secondo luogo esistono situazioni in cui gli investimenti sono sostanzialmente inibiti da problematiche di tipo regolamentare piuttosto che finanziario. Infine, il dibattito ha messo in luce come permangano importanti cause di farraginosità a livello normativo con l’effetto di dilatare tempi e costi di realizzazione delle opere.
L’articolo di Alessandra Garzarella fa alcune riflessioni sul tema della corruzione nella realizzazione delle opere pubbliche mettendo in luce sia la posizione del Governo sia il punto di vista e le proposte dell’Osservatorio I Costi del Non Fare. Da un lato, il Ministero delle Infrastrutture ha da poco presentato il Programma delle Infrastrutture Strategiche (PIS) 2015 in cui viene indicato un nucleo ristretto di infrastrutture, 25 opere prioritarie, essenziali, di rilevanza nazionale, necessarie per la competitività del Paese e per la mobilità intelligente nelle aree urbane. Si tratta di una sorta di “priorità delle priorità” su scala nazionale. Dall’altro, con la bozza di riforma del Codice degli Appalti si comincia a delineare un valido processo di cambiamento, al fine di ottenere una normativa nel contempo più “leggera” e più severa, che dia maggior certezza e stabilità delle regole velocizzando la realizzazione delle opere. Infine, secondo l’Osservatorio, è sicuramente sbagliato sostenere che non servano più grandi opere, così come è scorretto assumere che fossero prioritarie tutte le opere indicate nella Legge Obiettivo. Ciò che è certo è che sono necessarie opere utili. Il fabbisogno di opere nel Paese è ancora molto elevato, ma è profondamente cambiato nella sua natura, così come si sono molto modificate le priorità. È necessario investire di più e meglio nella progettazione e nella valutazione, attraverso seri studi di fattibilità non solo tecnici, ma anche sociali e ambientali. Il contrasto alla corruzione si deve accompagnare con più efficaci meccanismi di gestione delle opere fin dalla loro ideazione.

Efficienza Energetica

La sezione Efficienza Energetica di questo numero raccoglie il contributo di Alberto Carriero, senior analyst presso l’Ufficio Ricerca e Studi di Cassa Depositi e Prestiti, focalizzato sul tema del finanziamento dell’efficienza energetica.
Lo sviluppo degli interventi di efficientamento energetico rappresenta, senza dubbio, una concreta opportunità sia nell’ottica di rilanciare la competitività del sistema produttivo nazionale, sia per sfruttare le potenzialità della green economy come volano per il sistema Paese. Una serie di ostacoli legati alla scarsa standardizzazione degli interventi, alle modeste dimensioni degli investimenti e alla fragilità finanziaria dei soggetti proponenti, tuttavia, limita lo sviluppo del settore. Affinché l’Efficienza Energetica possa esprimere tutto il suo potenziale, è necessario individuare chiare regole di ingaggio tra pubblico e privato, in modo che possano affluire i capitali necessari a sostenere il fabbisogno di investimenti. In questo contesto, la Cassa Depositi e Prestiti guarda con interesse al settore, mettendo a disposizione una significativa dotazione di risorse, il cui utilizzo è strettamente correlato alla presenza di progetti finanziariamente sostenibili, di dimensioni adeguate e sostenuti da controparti solide.

Speciali Osservatori

La Rivista ospita i contributi provenienti dagli Osservatori di cui è media partner:
• OIR – Osservatorio Internazionale sull’Industria e la Finanza delle Rinnovabili (www.agici.it/oir/)
• M&A Utilities – Osservatorio sulle Alleanze e le Strategie nel Mercato Pan-Europeo delle Utilities
(www.agici.it/osservatorio-utility/)
• CNF – Osservatorio “I Costi del Non Fare” (www.agici.it/cnf/)
• CESEF – Centro Studi sull’Economia e il Management dell’Efficienza Energetica (www.agici.it/efficienza-energetica/)

Il primo articolo, a firma di Marco Carta e Tommaso Perelli di Agici Finanza d’Impresa, esamina il ruolo attuale e prospettico della generazione elettrica con carbone e lignite in Europa. Dall’analisi emerge come, nonostante restrizioni varie e incentivi alle tecnologie pulite, il carbone giochi un ruolo ancora assai rilevante nel mix europeo. Ciò è dovuto al fallimento del sistema dei certificati di emissione e al basso costo di generazione del carbone specie se estratto localmente. Tale importante ruolo potrebbe mantenersi anche negli anni a venire.
Il secondo pezzo, a firma di Raffaele Caracciolo di Agici Finanza d’Impresa riassume i principali punti emersi dal Workshop Annuale dell’Osservatorio sulle Alleanze e le Strategie nel Mercato Pan Europeo delle Utilities tenutosi il 4 marzo 2015 a Palazzo Clerici Milano. L’evento è il riferimento in Italia per il comparto delle utility.
Il terzo articolo è a firma di quattro Director di Accenture: Andrea Frau, Pietro di Maria, Sandro Bacan e Danilo Troncarelli. Il tema trattato è di quelli “caldi” per il settore energetico: gli accumuli elettrici. Dal pezzo emerge come vi siano una serie ampia di tecnologie disponibili per gli accumuli e alcune di esse siano già oggi economicamente sostenibili. L’articolo si chiude con una breve intervista ad Alessandro Fiocco (Amministratore Delegato di Terna Plus e Terna Storage).
La sezione si conclude con la descrizione del progetto Viveracqua da parte del suo Presidente, Fabio Trolese. L’articolo illustra compiutamente la genesi del progetto, la sua mission, le attività, l’organizzazione, gli obiettivi raggiunti e i target futuri. Di particolare interesse è la descrizione delle modalità di ottenimento dei fondi BEI per finanziare i progetti infrastrutturali di Viveracqua.

Dalle Aule dell'Università
La sezione Dalle Aule dell’Università ospita i contributi di studenti che, nell’ambito dei loro corsi di studi, hanno sviluppato particolari approfondimenti su tematiche di interesse della Rivista.
In questo numero pubblichiamo un articolo tratto dalla tesi di Laurea di Alessandra Fani, neo Dottorata presso la Scuola di Dottorato di Scienze Giuridiche, Economiche ed Agrarie dell’Università degli Studi di Perugia.

 
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