Numero 2/2021

 

 

Efficienza Energetica: motore della ripartenza green del Paese. Ne parlano alcuni protagonisti del Workshop CESEF:
- Luca Barberis – GSE
- Roberto Piccin – Cesi
- Enrico De Girolamo – CVA
- Francesco Maggi – Foresight
- Francesco Ricciardi – Renovit

L’Opinione di due Protagonisti: Agostino Re Rebaudengo, Presidente di Elettricità Futura, e Michaela Castelli, Presidente di Utilitalia

Settore Idrico e Sostenibilità
L’impatto della leva finanziaria nel settore idrico su investimenti, spesa degli utenti e risultati del gestore. Una simulazione degli effetti di due scenari presentati da ACEA ATO2

Competitive Intelligence
- Il nuovo Piano Strategico al 2025 di CVA
- Le direttrici strategiche del Piano al 2024 di Ascopiave
- Economia Circolare e Normazione: una specifica tecnica per misurare la circolarità delle organizzazioni


Efficienza Energetica
La sezione Efficienza Energetica raccoglie articoli incentrati sulle tematiche chiave del settore: strategie e modelli di business degli operatori (ESCo, Utility, Società di Facility Management, Produttori di Tecnologie, ecc.); dinamiche tecnologiche; strumenti e modelli di finanziamento; progetti di efficientamento energetico; aspetti regolatori e normativi. La prospettiva è sia nazionale che internazionale.
Oggi l’efficienza energetica è sempre più al centro delle politiche di decarbonizzazione a livello comunitario e nazionale. Nel corso dell’ultimo anno, complice anche la crisi causata dalla pandemia di Covid-19, molte e importanti novità normative hanno interessato il comparto: l’European Green Deal, che fissa obiettivi al 2050 e introduce nuove strategie (e.g. Renovation Wave); il Next Generation EU, che alloca all’Italia circa 194 miliardi di € da spendere per più di un terzo in progetti green; e – a livello nazionale – il Superbonus 110%, misura dirompente per il mercato della riqualificazione edilizia e l’atteso nuovo decreto sui Certificati Bianchi. In questo contesto, si trovano a operare i nuovi protagonisti del settore, imprese strutturate e dotate di elevate e specifiche competenze, nate dalle operazioni di aggregazione tra Utilities, ESCo e operatori finanziari degli anni passati. Le imprese, inoltre, sono sempre più supportate da una nuova finanza, più attenta ai temi della sostenibilità, che entra nel settore con strumenti innovativi in grado di sostenere i complessi investimenti di efficientamento energetico. Nonostante il positivo quadro normativo e di mercato, il potenziale di investimenti stenta ad affermarsi pienamente. Vecchie e nuove criticità frenano la messa a terra di progetti che potrebbero generare importanti impatti economici, ambientali e sociali e che aiuterebbero il Paese a uscire dalla crisi che lo ha travolto. Di questo abbiamo discusso con i vertici delle imprese e delle istituzioni nazionali ed europee in occasione del 7° Workshop CESEF “Efficienza Energetica: motore della ripartenza green del Paese” lo scorso 16 marzo 2021. Nella sezione Efficienza Energetica di questo numero, i contributi di alcuni dei protagonisti dell’evento. In particolare, hanno scritto sul tema Stefano Clerici, Federico Montanaro e Simone Pasquini del CESEF; Luca Barberis del GSE; Roberto Piccin del CESI; Enrico De Girolamo di CVA; Francesco Maggi di Foresight; Francesco Ricciardi di Renovit.

Settore Idrico e Sostenabilità
La sezione Settore Idrico e Sostenibilità raccoglie i contributi dei protagonisti del Servizio Idrico Integrato (Utilities, Produttori di Tecnologie, Amministrazioni Pubbliche, ARERA e Università). I temi trattati includono gli aspetti normativi e regolatori, i modelli di business, le modalità di finanziamento degli investimenti, l’innovazione tecnologica e il rapporto con i consumatori, con particolare attenzione alla sostenibilità economico-finanziaria, sociale e ambientale. La prospettiva è sia nazionale che internazionale.
La crisi della finanza pubblica degli anni ’90 ha determinato un rallentamento degli interventi infrastrutturali nel comparto idrico che si è protratto fino all’avvio della nuova regolazione economica del servizio idrico integrato (SII) iniziata nel 2012 con l’Autorità di Regolazione (ARERA). L’ARERA, al fine di favorire gli investimenti, è intervenuta con la definizione di una regolazione stabile e coerente, volta a ridurre il rischio regolatorio e facilitare l’accesso al debito, nonché con una struttura di finanziamento standard, attraverso la regolazione tariffaria, orientata a massimizzare la leva finanziaria dei gestori. I dati del settore del 2018 rilevano, però, secondo gli autori Claudio Cosentino e Adelina Di Pietro, da un lato, che il livello degli investimenti non ha ancora soddisfatto il fabbisogno necessario per completare e rinnovare l’infrastruttura idrica del Paese, dall’altro, che la leva finanziaria dei gestori è ferma a 0,51 seppure la struttura finanziaria standard riconosciuta dall’ARERA la fissa a un valore doppio di quello registrato. Una lettura sommaria di tali dati porterebbe a sostenere che il ritardo negli investimenti è causato dall’inadeguato indebitamento dei gestori rispetto al potenziale finanziario offerto dal regolatore. Tuttavia, i gestori non hanno interesse a contenere il livello di indebitamento finalizzato all’investimento almeno finché lo spread tra il rendimento del capitale investito riconosciuto in tariffa e il costo del debito effettivo dei gestori sia positivo, con possibilità, quindi, di realizzare una maggiore redditività per gli azionisti. I motivi alla base del ritardo negli investimenti sono da ricercare in fattori di natura sistemica, quali la difficoltà di autorizzare e appaltare la realizzazione delle opere, le difficoltà organizzative e manageriali per scalare la quantità di investimenti realizzabili nelle gestioni non aventi carattere industriale, il limitato accesso al debito causato, presumibilmente, dalla ancora insufficiente credibilità del settore. Va poi superato il tradizionale approccio che, pure in carenza di risorse pubbliche, è contrario a far gravare gli investimenti idrici sulla bolletta dei cittadini, seppure questa condizione è prassi nel resto dell’Europa.

Competitive Intelligence
La sezione Competitive Intelligence ha lo scopo di mettere a fuoco le tendenze di fondo delle dinamiche competitive nei diversi comparti delle Utility. Questo in una prospettiva sia nazionale che internazionale.
Nel primo articolo CVA presenta l'ambizioso Piano Strategico quinquennale dal 2021 al 2025 con un outlook al 2029. Il Piano Strategico ha l’obiettivo di preparare il Gruppo al 2029, anno di scadenza delle principali concessioni idroelettriche, di garantire un vantaggio competitivo sostenibile nel medio termine e poi oltre il 2029, incrementando al contempo l’occupazione e le ricadute sul territorio. CVA è alle soglie della sua terza edizione del report di sostenibilità. A partire dalla sua posizione privilegiata nell’ambito della sostenibilita ambientale, l’azienda investe su progetti economici e sociali orientati a coinvolgere la comunità: CVA è impegnata a non lasciare nessuno indietro.
Il Piano Strategico del Gruppo Ascopiave, qui presentato, prefigura un percorso di crescita sostenibile che migliorerà la redditività aziendale mantenendo una struttura finanziaria equilibrata e una distribuzione di dividendi stabile e remunerativa. Nel Piano viene elaborato uno scenario che valorizza l’eventuale aggiudicazione da parte del Gruppo di alcune gare per il servizio di distribuzione gas. Tale opportunità, che dipende, tra le altre cose, dalle effettive tempistiche di pubblicazione dei bandi di gara, comporta una stima di ulteriore crescita dell’EBITDA e un significativo incremento del volume degli investimenti.
L'ultimo articolo di questa sezione riguarda la misurazione della circolarità di un’organizzazione: entro la fine del 2021 sarà disponibile, da parte dell’ente di Normazione Nazionale, una specifica tecnica che consentirà la valutazione e la possibile certificazione delle organizzazioni.

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