Numero 3/2006

Riforma dei servizi pubblici locali
e Corporate Governance Contributi della Fondazione Civicum - con Fulvio Coltorti,
Francesco Giavazzi, Marco Vitale, Federico Sassoli de Bianchi -
Giulio Sapelli, Giovanni
Valotti, Andrea Gilardoni
> Servizi pubblici locali: il caso della Svizzera
> Servizi idrici: la (non) attendibilità dei Piani d’Ambito
> Servizi idrici: modelli a confronto
> Sostenibilità e public utilities in Toscana
> Affidamenti in house e periodo transitorio nel gas: questioni giuridiche o nodi politici?
> Finanziaria 2006 e TPL: un impatto drammatico?
> I servizi ambientali nel Lazio: un piano da rifare?
> Il mercato all’ingrosso dell’energia: secondo trimestre 2006
Academy
Il primo
contributo, di Marco Meneguzzo, sviluppa delle riflessioni
circa il caso della gestione dei servizi pubblici in Svizzera.
Nella Confederazione il dibattito ruota intorno alla scelta delle
migliori soluzioni per fronteggiare la sfida del rinnovamento, e
non certo nell’applicare approcci stereotipati validi in tutte le
circostanze, in tutto il Paese, per tutti i servizi. Interessante
è anche il confronto con alcuni Paesi (Francia, Germania e Italia)
di cui la Svizzera costituisce per certi aspetti il baricentro.
Il lavoro di Grazia Abate e Giovanni Fraquelli propone
una chiave interpretativa del mancato ingresso dei privati nel
settore idrico. L’aumento al 7% della remunerazione del capitale
investito non è bastato. Ma il punto non è questo, sostengono gli
Autori. La vera questione è che i piani d’ambito non sono fatti
seriamente ma hanno sistematiche sovrastime dei fabbisogni di
investimento, controbilanciate da non credibili aumenti nei
consumi idrici. La scarsa serietà dei piani sarebbe il motivo che
tiene lontani i privati. Certo, se non è l’unico – aggiungiamo noi
– è di sicuro assai rilevante.
Lo studio di Massimiliano Bonacchi, Leonardo Rinaldi e di
Erika Cresti sviluppano il tema della sostenibilità
applicato ad un panel di aziende toscane. I risultati dello studio
sono sintetizzabili nell’idea che le imprese non sono insensibili
alla questione e qualche cosa fanno; certo è pure vero che
potrebbero comunicare meglio ciò che realizzano. Tutta ciò
potrebbe essere anche funzionale a rafforzare il radicamento
locale delle imprese in questione nel crescente confronto
competitivo.
Legal
Il contributo di
Arianna Vedaschi riguarda la controversa questione del
periodo transitorio delle gestioni del servizio di distribuzione
del gas con particolare riguardo agli incrementi previsti dal
legislatore. L’articolo, straordinariamente chiaro, evidenzia le
contraddizioni e le incertezze giurisprudenziali che hanno
certamente inciso sulle scelte strategiche e operative delle
imprese del comparto. Nel momento in cui licenziamo queste pagine,
tuttavia, vi sono state ulteriori evoluzioni ed in particolare la
legge 23.2.2006 n. 51 che converte il decreto legge 30.12.2005 n.
273. Dal punto di vista sostanziale, la cosa rilevante è che il
periodo transitorio è fissato al 31.12.2007 ed anzi l'art. 23
precisa che questo "deve intendersi automaticamente prolungato
fino al 31.12.2009" nel caso in cui si verifichi almeno una delle
condizioni previste dal c.7 art. 15 decreto Letta. Per dar conto
di questa novità normativa che, almeno in parte, contribuisce a
chiarire uno dei tanti punti controversi, d’accordo con la
Autrice, nel prossimo numero della Rivista riporteremo gli
ulteriori aggiornamenti di questa “storia tutta italiana” con
riflessioni anche sugli orientamenti dei Tar e del Consiglio di
Stato.
Il contributo di Giuseppe Ferrari tratta della questione
dell’affidamento diretto o in house providing. Ferrari evidenzia,
innanzi tutto, il consolidarsi di una giurisprudenza europea che
interpreta in modo restrittivo l’affidamento in house. Le recenti
sentenze citate restringono la possibilità di ricorrere all’in
house nei confronti di soggetti di diritto privato ancorché
integralmente posseduti dall’ente pubblico. Il punto interessante
è la critica sviluppata da Ferrari: da un lato, sostiene l’Autore,
essersi appiattiti sulla giurisprudenza europea pensando di
mettersi al riparo da censure europee, ha risolto solo alcuni
problemi di breve o brevissimo termine; dall’altro, il non avere
ricercato percorsi fondati nella storia e nella cultura giuridica
nazionale ha fortemente indebolito l’autonomia di medio termine
del sistema. Portando, altresì, ad una situazione oggi non
agevolmente reversibile. L’Autore, per evidenziando la povertà di
motivazioni delle sentenze esaminate, invita il legislatore
nazionale a formulare un disegno riformatore il più possibile
condiviso che dia chiarezza ad una materia molto confusa e che si
sta consolidando in posizioni antistoriche se rapportate alle
esperienze da tempo sperimentate a livello locale nel nostro
Paese.
Professional
Il primo contributo
è di Bernardo Pizzetti, presidente dell’Agenzia per il
controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del comune di
Roma, sviluppa una radicale critica alla legge finanziaria del 2006
per la sua incidenza sui trasporti locali. L’Autore muove da una
descrizione sintetica della situazione di fatto attuale per poi
tracciare alcuni scenari futuri collegati all’esigenza di
spacchettare il 20% del servizio. Le conclusioni sono chiare: il
problema non è spezzettare il sistema, ma semmai dio accrescere la
dimensione delle impresa.
Il secondo contributo di Cino Serrao riassume un lavoro
avviato, con il sostegno di Borealis, gruppo leader nelle plastiche
per reti utilities, avente lo scopo di sviluppare la qualità e il
controllo nella fase di installazione delle reti. Il lavoro appare
di pregio poiché contribuisce ad aumentare le capacità innovative
del comparto idrico, oltre che a sviluppare l’efficienza, attraverso
una molto concreta identificazione dei fattori chiave che più
incidono. Il metodo del dibattito e del confronto attraverso una
serie di workshop appare pure degno di nota.
Competitive Intelligence
Il primo
contributo è di Francesco Saverio Coppola, Alessandro Panaro
e Consuelo Carreras della Associazione Srm di Napoli. Il
lavoro esamina una serie di questioni territoriali e finanziarie
idonee a sviluppare un modello interpretativo della realtà
soprattutto meridionale del settore idrico. Il lavoro si conclude
con una serie di proposte, alcune condivisibili altre che
potrebbero essere oggetto di attente valutazioni. Il lettore potrà
sviluppare una propria opinione. Ma il punto non è tanto questo,
quanto quello di sviluppare sempre più il dibattito su sentieri
concreti e fattibili per muoversi più rapidamente verso la
modernizzazione del comparto soprattutto nel Mezzogiorno del
Paese.
Il secondo contributo è di Giuseppe Mastruzzo, Diego Palazzi
e Chiara Sgarella; tratta dell’asseto del Lazio nel
comparto dei rifiuti. Il lavoro offre un quadro dettagliato dei
vari aspetti del waste management che sono per molti aspetti
migliorabili. La raccolta differenziata è a livelli non
soddisfacenti, si assiste ad una crescita dei rifiuti prodotti ed
anche la situazione impiantistica è carente. Lucide e di notevole
interesse sono sia la critica al piano commissariale, che tende a
sopravvalutare i fabbisogni impiantistici, sia la costruzione di
scenari alternativi che evidenziano, a seconda delle ipotesi,
diversi livelli di fabbisogno di investimenti.
In ultimo, il consueto contributo di Peter Crilly sul
mercato all’ingrosso dell’elettricità e del gas.




