Numero 3/2009

 

 

Academy-AIDEA
Cugini A., Michelon G. e Pilonato S., "Quanto costano le corse nel trasporto ferroviario?"

Osservatorio sull'Industria delle Rinnovabili
Contributi di Stefano Saglia, Francesco Starace, Andrea Gilardoni, Marco Carta, Livia Caltran, Mariarosa Cirillo, Stefano Conti, Aldo Cateni, Gerardo Montanino, Luca Benedetti, Valeria Trapanese e Alessandro Pedrini

Osservatorio su I Costi del Non Fare
Contributi di Andrea Gilardoni, Stefano Clerici e Alessandra Garzarella

L'Opinione dei Protagonisti:
la parola a Luca Cesari (Accenture) sulle tendenze mondiali delle Utilities

E ancora:
> Sviluppo delle rinnovabili e impatto sulle reti nella prospettiva europea

> I mercati all'ingrosso del gas e dell'elettricità nel secondo trimestre del 2009

> Servizi pubblici locali e riduzione dei tempi di attesa agli sportelli. Il caso Hera

 

L'accreditamento AIDEA

La sezione Academy raccoglie i contributi di studiosi e ricercatori che, in via esclusiva o incidentale, si occupano dei settori dei servizi di pubblica utilità.
Questa sezione vuole rafforzare il collegamento, spesso troppo esile e non scevro di incomprensioni, tra sistema produttivo e sistema accademico. Il taglio dei lavori, mantenendo il rigore necessario, deve avere apprezzabili ricadute applicative; la forma espositiva deve porre in grado anche i non addetti ai lavori di cogliere i signifi cati fondamentali delle questioni trattate.
Al proposito, è virtualmente concluso l’accreditamento della Rivista e della sezione Academy, in particolare, da parte di AIDEA (Accademia Italiana di Economia Aziendale). Lo scopo è di favorire un ulteriore avvicinamento dei giovani studiosi alle tematiche della Rivista.
Ai fi ni dell’accreditamento è stato, tra l’altro, formalmente previsto:
1) un qualifi cato sistema di doppio referaggio anonimo che segue le regole previste dall’AIDEA;
2) un adeguato e qualifi cato numero di referee, costituito dai membri del Comitato Scientifico della Rivista integrati dagli esponenti del mondo accademico afferenti al Comitato d’Onore;
3) l’allargamento del Comitato Scientifi co ad esponenti qualifi catissimi dell’Accademia internazionale, in linea con gli obiettivi della Rivista di estendere sempre più l’attenzione alle realtà europee ed extra-europee;
4) di designare il prof. Giovanni Fraquelli a Direttore Scientifi co della sezione Academy, per una durata triennale e secondo una logica di alternanza;
5) di attribuire al Direttore Scientifico, d’intesa con il Direttore della Rivista, la possibilità di nominare dei referenti per specifiche discipline.
La Rivista, dunque, continuerà ad accettare proposte di articoli per la pubblicazione nella sezione Academy modificando ed integrando le procedure esistenti con quelle sopra indicate.
Le altre Sezioni della Rivista manterranno le logiche editoriali attualmente esistenti di rigore, chiarezza e rilevanza delle tematiche e degli Autori.

 

Academy

La Rivista ha acquisito nel tempo ampia diffusione e riconoscimenti da parte di manager, operatori del comparto e da parte di policy makers. Gli interessi sollecitati sono molteplici poiché all’analisi dei sistemi e delle tecniche gestionali più qualifi cati, nell’ambito delle differenti funzioni aziendali, ivi comprese l’innovazione tecnologica e l’evoluzione normativa, vengono affiancati aspetti macrosettoriali relativi alle politiche infrastrutturali, tariffarie e finanziarie di settore.
L’attività di governo dei servizi non può però prescindere da una adeguata strumentazione teorica e metodologica, spesso frutto di studi accademici.
Con il processo di accreditamento della Rivista, presso l’Accademia Italiana di Economia Aziendale (AIDEA), si è inteso rafforzare la qualità dei contributi scientifici proposti dai vari studiosi, nell’ambito della sezione Academy. L’allargamento del Comitato scientifico ad autorevoli ricercatori internazionali e nazionali, il referaggio anonimo da parte di almeno due studiosi accademici, la rigorosa definizione dei criteri di presentazione dei lavori costituiscono i presupposti per migliorare il livello delle analisi e, nel contempo, contribuire alla produzione di nuove ricerche, ovviamente rivolte alla soluzione di problematiche operative.
Il lavoro che compare in questo numero propone l’utilizzo della metodologia dell’Activity-Based Costing (ABC), con riferimento alle imprese di trasporto ferroviario. Vengono sottolineati i vantaggi rispetto al sistema di contabilità dei costi basato sui centri di costo, soprattutto alla luce dell’evoluzione normativa del settore e delle esigenze gestionali in un regime di “concorrenza per il mercato”. L’articolo mette a confronto gli aspetti principali delle due tipologie di contabilità dei costi, sulla base di una dettagliata rassegna della letteratura, e analizza un caso di studio riferito ad una applicazione nel trasporto ferroviario. L’ABC costituisce una metodologia ormai consolidata nell’ambito delle imprese industriali, mentre le evidenze relative al settore ferroviario risultano praticamente assenti. Assume particolare interesse l’individuazione della “destinazione di costo”. La configurazione è volta a raccogliere costi non attribuibili alle attività perché non direttamente o indirettamente da esse consumate. In merito al costo delle infrastrutture (impianti, automezzi e sede ferroviaria), l’impostazione adottata consente di scomporre la rete ferroviaria in “tratte” e di calcolarne i relativi costi chilometrici.

Giovanni Fraquelli

 

Speciale Osservatorio sull'Industria delle Rinnovabili

Lo scorso 23 giugno 2009 a Roma, presso la Sala Guido Carli dell’UniCredit MedioCredito Centrale, si è svolto il primo seminario dell’Osservatorio sull’Industria delle Rinnovabili, patrocinato dal GSE promosso da Agici Finanza di Impresa in collaborazione con UniCredit MedioCredito Centrale e con Accenture e con la partnership di A2A, Gruppo Afin, Alerion, Alpiq, Andritz Hydro, Assoelettrica, Confagricoltura, Edison, Enel, Enia, ERG, GWH, Kinexia.
In quella sede sono stati presentati e discussi i due Rapporti predisposti dai gruppi di studio, denominati rispettivamente: “Rapporto 2009. Tendenze Strategiche nell’Industria delle Rinnovabili” e “Energia e Agricoltura. Riflessioni per una politica del Paese”.
Per gli approfondimenti si veda: http://www.agici.it/industria_delle_rinnovabili.php.
Il punto forse più rilevante emerso dai lavori è connesso all’idea che lo sviluppo delle rinnovabili può rappresentare un importante elemento di crescita dell’economia italiana e mondiale, ma che ciò non deve generare costi eccessivi per il sistema, costi che derivano non solo dalle istallazioni ma anche dalla necessità, tra le altre cose, di modificare (se non addirittura rifare) le reti di trasporto e di distribuzione. Insomma, si delinea un nuovo modello la cui onerosità, se non è tenuta sotto attento controllo, potrebbe anche crescere a dismisura, e quindi determinandone altresì un non auspicabile, ma possibile, fallimento.
Necessita, in conclusione, l’affermazione di un’industria delle rinnovabili efficiente, moderna, in grado di sviluppare nuove e migliori tecnologie.
Di seguito si riportano alcuni degli interventi ed in particolare quelli: dell’on. Stefano Saglia (Sottosegretario del Ministero delle sviluppo economico con delega all’Energia), di Francesco Starace (Enel Green Power), di Andrea Gilardoni (Università Bocconi), di Marco Carta, Mariarosa Cirillo e Livia Caltran (Agici Finanza di Impresa), di Stefano Conti (Terna), di Aldo Cateni (Andritz Hydro), di Gerardo Montanino, Luca Benedetti e Valeria Trapanese (del GSE) e di Alessandro Pedrini (A2A).

 

Speciale Osservatorio I Costi del Non Fare

Il prossimo 19 novembre 2009, presso la Sala delle Colonne della Camera dei Deputati – Palazzo Marini – a Roma, si terrà il convegno annuale dell’Osservatorio su I Costi del Non Fare. Si veda sul sito: www.costidelnonfare.com per gli aggiornamenti.
In questa sede, il primo articolo curato da Andrea Gilardoni, Stefano Clerici e Alessandra Garzarella, tratta di questioni di metodo fondamentale per la misurazione dei costi e dei benefici soprattutto nel caso del trasporto ferroviario e di quello su gomma. Ci si riferisce al Valore del Tempo Risparmiato (VTR) nel trasporto delle merci che è stato al centro di numerosi studi sulla convenienza ad effettuare investimenti infrastrutturali. L’esame di tali studi ha evidenziato una vasta eterogeneità nelle metodologie di quantificazione del VTR, dovuta tra l’altro ai diversi periodi storici e alle distinte aree geografi che di riferimento per le analisi. La conclusione a cui si giunge è che semplicemente non esiste un valore “generalmente accolto” di VTR e che, tanto meno, ve ne siano applicabili in tutti i casi. La stima del VTR, dunque, va ricercata caso per caso. Nell’articolo, dopo avere esaminato alcuni approcci della letteratura, si discutono brevemente i metodi di stima del valore del tempo per il trasporto passeggeri e merci, individuando le posizioni estreme e rilevando la mancanza di una visione convergente. Si illustra, infine, la metodologia da noi applicata nell’ambito dell’Osservatorio su I costi del Non Fare per la determinazione del VTR per il trasporto merci su gomma e su ferro nel caso del Nord Italia, che muove dalla determinazione del costo orario del trasporto su gomma e del risparmio di tempo dovuto ad una maggiore efficienza e allo sviluppo del trasporto merci su ferro dovuto al possibile avvio delle linee ferroviarie ad Alta Velocità/Alta Capacità. I dati proposti sono stati rilevati empiricamente nei primi mesi del 2008 attraverso interviste ad aziende di trasporto site nel Nord Italia che hanno fornito dettagliatamente i loro costi. Il VTR stimato per il trasporto di una tonnellata di merci all’ora è di circa 31 €. Il tutto nel quadro di una logica di prudenza. Appaiono così piuttosto sconcertanti in generale, e certamente inapplicabili nel caso, le cosiddette valutazioni “generalmente accolte”. Nei prossimi numeri della Rivista intendiamo aprire un dibattito su questi temi di metodo e volentieri ospiteremo ulteriori e qualifi cati contributi.
Nel secondo contributo, sempre degli Autori sopra indicati, dopo avere brevemente riassunto i lavori fatti e i risultati conseguiti nel corso dei cinque anni trascorsi, si delineano le attività future per il triennio 2009-2011. Accanto ad una messa a punto degli aspetti metodologici, che in realtà non cambiano di molto, si è deciso di allargare lo spettro di analisi soprattutto ai settori idrico, dei trasporti ferroviari ordinari e delle fonti rinnovabili di energia, fermi restando quelli “storici” dell’energia nel suo complesso, dei rifiuti, delle autostrade a pedaggio e del trasporto ferroviario ad alta velocità. Lo sforzo rimane quello di ridefinire le Policy del Paese e i costi che la collettività potrebbe sostenere nel caso in cui prevalga l’inerzia rispetto alla capacità realizzativa. Attenzione verrà data, come negli scorsi anni, anche ai benefici dell’avere fatto che misurano i vantaggi per la collettività derivanti dalle realizzazioni.

 

Competitive Intelligence

Il primo contributo è di Marco Carta, che riassume alcuni punti emersi nel corso di un workshop sulle rinnovabili presso Eurelectric a Brussels nel maggio 2009. Ciò che appare con chiarezza è che lo sviluppo delle rinnovabili, data la loro natura instabile e non programmabile (quanto meno con riguardo all’eolico e al fotovoltaico) impone delle modifiche e delle modernizzazioni delle reti di distribuzione elettrica in carenza delle quali la sicurezza dei sistemi è destinata a calare.
Il secondo contributo, di Peter Crilly, ci offre il consueto quadro sull’andamento dei mercati all’ingrosso di gas ed elettricità nel secondo trimestre del 2009. Di rilievo sono le osservazioni circa gli impatti dell’andamento in ripresa dei prezzi del petrolio e quelle circa gli effetti delle nuove politiche introdotte dalla amministrazione Obama negli Stati Uniti.
L’ultimo pezzo di Marco Battistini dal titolo evocativo (L’attesa è finita?) illustra un progetto applicato presso Hera, la multiutility emiliano-romagnola, volto a ridurre i tempi di attesa appunto presso gli sportelli aperti al pubblico. I risultati sono di sicuro interesse, soprattutto trattandosi di un tema di particolare rilievo ai fini della qualità reale e percepita dei servizi locali.

 

 


 

 

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