Numero 3/2013

 

Academy-AIDEA
Formica G. e Provaroni L., "Evoluzione e governance dei Gruppi Pubblici Locali: il modello holding"

Competitive Intelligence
- Il caso della delibera AEEG in tema di materia prima gas
- Problematiche e prospettive del settore dei rifiuti
- Quale futuro per il gas in Europa e in Italia
- Gas to Go, l'efficienza Italgas corre sull'iPad

L'Opinione dei Protagonisti
La parola a Mauro Marchiaro, Managing Director di Accenture

 

Infrastructures
Dal convegno in Bocconi del 4 marzo 2013 Infrastrutture del futuro. Riflessioni per i Governi che verranno. Contributi di Massimo Pecorari di Unicredit, Agostino Re Rebaudengo di AssoRinnovabili, Enrico Pagliari di Aci, Pietro Vavassori di Alsea

Inoltre, su infrastrutture e mobilità:
- Terna per il futuro della rete elettrica
- Dibattito sui finanziamenti delle infrastrutture: il punto di vista di Fondo Pensione Pegaso; SDA Bocconi e BCG


Academy

La sezione Academy raccoglie i contributi di studiosi e ricercatori che, in via esclusiva o incidentale, si occupano dei settori dei servizi di pubblica utilità. Questa sezione, diretta dal prof. Giovanni Fraquelli, vuole rafforzare il collegamento, spesso troppo esile e non scevro di incomprensioni, tra sistema produttivo e sistema accademico. Il taglio dei lavori, mantenendo il rigore necessario, deve avere apprezzabili ricadute applicative; la forma espositiva deve porre in grado anche i non addetti ai lavori di cogliere i significati fondamentali delle questioni trattate.
La Rivista ha acquisito nel tempo ampia diffusione e riconoscimenti da parte di manager, operatori del comparto e da parte di policy maker. Gli interessi sollecitati sono molteplici poiché all’analisi dei sistemi e delle tecniche gestionali più qualificati, nell’ambito delle differenti funzioni aziendali, ivi comprese l’innovazione tecnologica e l’evoluzione normativa, vengono affiancati aspetti macrosettoriali relativi alle politiche infrastrutturali, tariffarie e finanziarie di settore. L’attività di governo dei servizi non può però prescindere da una adeguata strumentazione teorica e metodologica, spesso frutto di studi accademici.
Con l’accreditamento della Rivista presso l’Accademia Italiana di Economia Aziendale (AIDEA), si è inteso rafforzare la qualità dei contributi scientifici proposti dai vari studiosi, nell’ambito della sezione Academy.
L’allargamento del Comitato scientifico ad autorevoli ricercatori internazionali e nazionali, il referaggio anonimo da parte di almeno due studiosi accademici, la rigorosa definizione dei criteri di presentazione dei lavori costituiscono i presupposti per migliorare il livello delle analisi e, nel contempo, contribuire alla produzione di nuove ricerche, ovviamente rivolte alla soluzione di problematiche operative.
In questo numero abbiamo selezionato un contributo di Giovanni Formica e Luca Provaroni, docenti dell’Università LUISS Guido Carli e dell’Università di Roma “La Sapienza”. Il lavoro, pregevole, esamina il fenomeno del “capitalismo municipale”, nella configurazione storica e nella sua prevedibile evoluzione, in ragione dei più recenti interventi normativi, soffermandosi, in particolare, sulle possibili modalità di governance dei Gruppi pubblici locali, sia “interne” che “esterne”. In proposito, sono evidenziate talune ragioni di preferenza per il modello holding, sia sotto il profilo dei vantaggi economico-industriali, sia
in termini di coerenza con l’evoluzione più recente del quadro normativo di riferimento e di compatibilità con la prospettiva di armonizzazione (e integrazione) dei sistemi contabili di Enti Locali e società partecipate. Il lavoro sistematizza in modo efficace lo stato dell’arte della questioni e può avere rilevanti implicazioni operative.

Infrastructures

Continua in questo numero la raccolta di interventi e contributi che traggono spunto dallo studio “Le infrastrutture del futuro. Idee e proposte per i governi che verranno”, realizzato dall’Assessorato alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Lombardia sotto la guida del prof. Andrea Gilardoni. A ciò si aggiungono tre contributi sull’evoluzione dei modelli di finanziamento delle infrastrutture nel nostro Paese caratterizzati da un diretto incontro tra fabbisogni con ritorni di lungo periodo (i progetti infrastrutturali) e investitori con mezzi da impiegare con medesimo orizzonte, tipicamente fondi pensione e assicurazioni.
Il primo contributo di Agostino Re Rebaudengo, Presidente di Assorinnovabili, evidenzia come il mondo dell’energia elettrica stia vivendo una fase di profondo cambiamento, in concomitanza alla crescente diffusione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili che sta inducendo ad un forte ripensamento dei criteri di pianificazione ed esercizio dei sistemi elettrici di potenza. É questo il processo che porta alle Smart Grid, ad un nuovo modo di sviluppare e gestire le reti elettriche, principalmente di distribuzione. Tale nuova modalità passa necessariamente per un maggior coinvolgimento della generazione da fonte rinnovabile nella gestione del sistema elettrico e, di conseguenza, richiede una revisione normativa e regolatoria, al fine di trovare le migliori soluzioni tecniche per l’integrazione di tali fonti. A tal proposito, nell’articolo vengono analizzati in maniera critica alcuni dei principali provvedimenti emanati dall’AEEG.
Il contributo di Enrico Pagliari, Coordinatore Area Tecnica di ACI, si articola in quattro sezioni riguardanti i temi da affrontare per un efficiente sviluppo delle infrastrutture del futuro. Nella prima è indicata l’azione prioritaria da intraprendere per assicurare un adeguato sviluppo alle infrastrutture per la mobilità che insistono su un territorio. Nella seconda viene approfondito l’aspetto della sicurezza delle infrastrutture. Nella terza sezione si affronta il tema dell’innovazione e, dunque, delle tecnologie di supporto alla gestione delle infrastrutture e del sistema di mobilità. Infine, nella quarta e ultima sezione viene affrontato il discorso delle risorse che possono essere messe in campo.
L’articolo a cura di Terna focalizza l’attenzione sui potenziamenti della rete elettrica italiana attraverso ingenti investimenti infrastrutturali, in particolare quelli in Lombardia, che la società ha intenzione di portare avanti nei prossimi dieci anni. L’insieme degli interventi indicati consentirà, tra gli altri, l’incremento della capacità di scambio fra l’area Nord-Ovest e Nord-Est del Paese, con relativa riduzione del rischio di congestione e la riduzione delle perdite di rete tramite un’ottimizzazione dei transiti sulla rete di trasporto. Infine, vengono rilevati quali elementi di successo della società, il dialogo con le parti interessate, gli Enti locali e la popolazione e il giusto equilibrio tra le esigenze energetiche e la salvaguardia dell’ambiente.
Pietro Vavassori, Presidente di Alsea, nel suo contributo afferma che non bisogna fare riferimento solo alle infrastrutture materiali ma è necessario tenere in considerazione anche quelle immateriali e burocratiche. Ottime e numerose strade o ferrovie non sono sufficienti se mancano le infrastrutture immateriali per consentire agli operatori di scambiarsi informazioni o di gestire i processi. Così come, se la burocrazia non è efficiente, si generano dei colli di bottiglia che renderebbero inefficienti le migliori opere infrastrutturali. Partendo da questa valutazione si ritiene che le infrastrutture materiali di cui avrebbe bisogno la Lombardia sono quelle programmate ormai da decenni (BreBeMi, TEM, Pedemontana, ecc.). Ma sono opere che vanno fatte subito. Accanto a ciò, è necessaria una razionalizzazione delle opere esistenti.
L’articolo di Massimiliano Bianco e Andrea Mariani, rispettivamente Presidente e Direttore Generale del Fondo pensione Pegaso, si focalizza sui soggetti finanziatori e in particolare sui fondi pensione. Esso analizza il mercato italiano di tali soggetti, delineandone le caratteristiche, i limiti all’operatività, la natura di investitori di lungo termine, per poi avanzare una proposta concreta per favorire l’investimento dei fondi in attività scarsamente liquide e in particolare nelle infrastrutture del Paese, garantendo la tutela dei risparmi pensionistici e dei lavoratori.
Il contributo di Massimo Pecorari, Global Head of Infrastructure & Power Project Finance di Unicredit, si concentra sul tema degli strumenti, e in particolare sui project bond nel mercato USA, europeo e italiano. Il modello di rilancio degli investimenti infrastrutturali negli USA è basato su bond emessi dalle pubbliche amministrazioni, diffusi in un mercato maturo e già avvezzo ad investire in questi strumenti. In ambito europeo, i project bond rappresentano un pilastro del piano di rafforzamento delle reti TEN-T, TEN-E ed eTEN, la cui diffusione, tuttavia, è subordinata all’adeguamento degli ordinamenti normativi dei Paesi membri. Nel nostro Paese, infine, sono stati adottati numerosi provvedimenti per agevolare la diffusione di tali strumenti; tuttavia, la domanda di tali strumenti necessiterebbe di stimoli per attrarre le sottoscrizioni da parte di fondi pensione e assicurazioni.
Infine, il contributo di Marco Airoldi, Senior Partner e Topic Leader Infrastructure di BCG, e Veronica Vecchi, Professoressa della SDA Bocconi, propone un’analisi sul tema del finanziamento delle infrastrutture e sul PPP, evidenziando come il partenariato non sia sempre la soluzione ottimale ai problemi di finanziamento delle opere. Il PPP, se da un lato ha il pregio di dare un supporto agli investimenti nei paesi con elevato debito pubblico, dall’altro non sempre è in grado di creare effettivo valore per il settore pubblico e di garantire un corretto bilanciamento dei rischi tra pubblico e privato. Infine, gli autori mostrano le principali politiche in discussione a livello internazionale per ovviare al credit crunch nel settore delle infrastrutture e suggeriscono un modello di efficienza per attrarre i capitali necessari.

Competitive Intelligence

La sezione Competitive Intelligence ha lo scopo di mettere a fuoco le tendenze di fondo delle dinamiche competitive nei diversi comparti delle utility. Questo in una prospettiva sia nazionale sia internazionale.
Il primo articolo è redatto dal prof. Federico Testa (Università di Verona) e Carlo Stagnaro (Istituto Bruno Leoni). Il tema trattato è di stringente attualità e riguarda la regolazione delle AEEG sulla “materia prima gas”. L’articolo, dopo una breve disamina della evoluzione del settore dei SPL in Italia e del ruolo del Regolatore in tale ambito, analizza l’ultima delibera della AEEG in tema di materia prima gas con particolare riferimento ai prezzi minimi per i clienti “vulnerabili”. Tale tematica è di particolare interesse in quanto le spese energetiche stanno incidendo in misura crescente sui redditi di famiglie e imprese.
Il secondo pezzo, a cura di Monica Cerroni (Presidente di FISE Assoambiente), esamina in dettaglio le principali difficoltà che stanno incontrando le (poche) aziende private attive nel waste mangement. L’analisi si sofferma su questioni quali le complessità autorizzative, le carenze nella pianificazione, i ritardi nei pagamenti della P.A. e i continui cambiamenti nei metodi di tariffazione. Le tematiche risultano di particolare interesse in quanto ormai da diversi anni è in corso in Italia un vivace dibattito sulle modalità ottimali di gestione dei rifiuti.
Il terzo articolo è a cura di Bruno Tani, Presidente di Anigas, e tratta i possibili sviluppi del settore gas in Italia e in Europa. L’analisi parte dalle dinamiche globali che negli ultimi anni stanno cambiando il mercato del gas: sviluppo delle risorse non convenzionali, crescita delle rinnovabili, crisi del nucleare post Fukushima. Tani si sofferma poi su alcuni temi nodali per il gas in Italia: l’ipotesi di far diventare il nostro Paese un Hub, le gare per l’affidamento del servizio di distribuzione, le aste nello stoccaggio e, infine, l’andamento dei prezzi e le possibili evoluzioni della Borsa del Gas. L’articolo risulta di particolare interesse in quanto traccia un quadro esaustivo di tutte le principali tematiche di un settore vitale per l’economia italiana.
L’ultimo pezzo è a cura di Paolo Mosa, Amministratore Delegato di Italgas. Esso si concentra su un fondamentale tema per l’efficienza della gestione: lo sviluppo delle tecnologie ICT presso l’azienda e, in particolare, nell’area O&M degli impianti. L’articolo esplica l’esperienza di Italgas in questo campo attraverso il programma aziendale “Gas to Go”. In una situazione di crisi quale quella attuale il tema della riduzione dei costi e dell’efficienza della forza lavoro risulta di fondamentale importanza, specie in un business regolato ove i costi delle infrastrutture si scaricano in bolletta sugli utenti finali.

 

Dalle aule dell'Università

Da questo numero MUI ospita i contributi di studenti universitari che, nell’ambito dei loro corsi di studio, hanno sviluppato particolari approfondimenti su tematiche di interesse della rivista.
Il contributo di Giulia Salusest è incentrato sulla tariffa del sistema idrico e, in particolare, sul nuovo modello transitorio. Dal confronto tra i due metodi tariffari, emerge che la vecchia tariffa non assicurava né la copertura reale dei costi né l’effettuazione degli investimenti (di cui il settore, in evidente sofferenza, ha enorme bisogno), né la qualità del servizio. La nuova tariffa transitoria, invece, costituisce un considerevole passo in avanti per stimolare efficienza e garantire contemporaneamente bilanci in pareggio ma non lascia margini adeguati alle gestioni e non sembra in grado di assicurare i flussi di liquidità necessari per la restituzione dei fondi da rastrellare sul mercato del credito, per effettuare l’enorme mole di investimenti necessaria. A un primo esame vengono sottovalutate le tematiche finanziarie e le difficoltà di passaggio dal vecchio sistema al nuovo. Ci si dovrà occupare non solo dl fissare regole adeguate e giusti obiettivi per il sistema ma anche dei processi di cambiamento, non escludendo vere e proprie forme di assistenza tecnica da parte dell’AEEG.

 

 
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