Numero 3/2015

 

 

Competitive Intelligence
- Risiko energetico: le strategie aziendali di Enel Green Power, A2A, Acea e Iren
- Greentalent e il mercato occupazionale nelle rinnovabili: nuove sfide per nuove professionalità
- Nomisma Energia: le dinamiche globali dei consumi di energia
- Riqualificare il patrimonio edilizio: Enea lancia la sfida al mondo finanziarioa

Infrastructures
- A2A e la remunerazione delle reti, game changer per il futuro dell’energia
- Quality Project Lab (QPLab), una riflessione su come progettare opere e infrastrutture di qualità

L'Opinione dei Protagonisti
La parola a Marco Merler, Amministratore Delegato di Dolomiti Energia

Efficienza Energetica (EE)
- Bartucci e la cultura dell’EE, vero potenziale per la ripresa in Italia
- Studio Cesef 2015: anticipazione dei risultati

Speciale Osservatori
- Medio Oriente e Africa, la nuova strada delle rinnovabili per RES4MED
- Studio OIR 2015 e le strategie dei gruppi italiani per crescere e competere


Competitive Intelligence


La sezione Competitive Intelligence ha lo scopo di mettere a fuoco le tendenze di fondo delle dinamiche competitive nei diversi comparti delle utility. Questo in una prospettiva sia nazionale sia internazionale.
I primi quattro articoli, a cura del prof. Andrea Gilardoni, Direttore della Rivista, studiano i Piani Strategici recentemente presentati da importanti player italiani: Enel Green Power, A2A, Acea e Iren.
Enel Green Power prosegue nel suo piano 2015-2019 la storica strategia di diversificazione geografica e tecnologica. Per riguarda il “geographic footprint” Enel Green Power punta ad entrare massicciamente in Africa, Medio Oriente e Asia (India e Filippine). Eolico e PV sono le tecnologie cui il Gruppo punta maggiormente anche se sono rilevanti gli investimenti nel piccolo idroelettrico, nella geotermia e, più recentemente, nelle biomasse.
Passando alle tre multi-utility, dall’analisi della strategia di A2A emergono il recupero di efficienza nella gestione, la ristrutturazione del termoelettrico e la crescita nell’efficienza energetica. Particolare importanza copre anche lo sviluppo dei business ambientali (rifiuti e idrico) visti come mitigatori del rischio.
Acea, invece, pone al centro delle sue politiche di sviluppo: 1) la crescita del business idrico e l’efficientamento delle reti attraverso moderne tecnologie ICT; 2) gli investimenti nel settore rifiuti ove il Gruppo romano punta a divenire nel 2019 il terzo operatore nazionale.
Iren punta a ottimizzare la gestione sfruttando le sinergie, finora rimaste inespresse, derivanti dai numerosi processi di M&A effettuati negli anni. Altro elemento fondante della strategia è un rinnovato rapporto con la clientela, elemento che in passato era stato forse sottovalutato e che aveva portato alla perdita di quote di mercato. Obiettivi ambiziosi per l’area rifiuti, una delle punte di diamante di Iren: è previsto che i ricavi al 2020 triplichino rispetto al 2014.
L’articolo di Emanuele Invernizzi di Greentalent, dopo aver stimato gli impatti occupazionali derivanti dallo sviluppo delle FER in Italia, analizza in modo strutturato i mutamenti del mercato del lavoro, sia a livello di dinamiche sia di competenze richieste, nelle diverse filiere delle rinnovabili. Emergono interessanti opportunità, ma anche sfide per nuove professionalità.
DavideTabarelli di Nomisma Energia incentra il suo articolo sulle dinamiche globali dei consumi di energia. Si pone particolare attenzione su tematiche quali il disaccoppiamento tra crescita economica ed emissioni di CO2 e sui prezzi delle materie prime che continuano la loro dinamica ribassista. La conclusione è che la situazione di oversupply di energia nel mondo è destinata a permanere ancora per diverso tempo.
L’ultimo articolo, a cura di Nino Di Franco, Ilaria Bertini, Alessandro Federici e Roberto Moneta dell’ENEA, riassume alcuni punti del corposo Rapporto 2015 sull’efficienza energetica recentemente pubblicato. Dopo una analisi del mercato italiano dell’efficienza energetica e dei risultati conseguiti dal nostro Paese, il pezzo si focalizza su due temi chiave per il settore: la riqualificazione del patrimonio edilizio e gli strumenti finanziari disponibili. Dall’analisi emerge come vi sia un grande potenziale di risparmio per l’Italia, ma come la finanza non abbia ancora colto appieno tale opportunità.

Infrastructures

La sezione Infrastructures propone contributi focalizzati sul tema della programmazione, costruzione, finanziamento e gestione delle opere infrastrutturali e di tutte le implicazioni a ciò collegate e da ciò derivanti. La prospettiva è certamente strategico-aziendale, ma non sono esclusi contributi con una visione più ampia. Il taglio è globale, nel senso che sono benvenuti articoli che illustrano i potenziali dei mercati di tutto il mondo con riguardo alle varie categorie di infrastrutture considerate dalla Rivista.
Il primo contributo di Ester Benigni di A2A costituisce una riflessione alla luce degli orientamenti espressi in materia dall’AEEGSI nel DCO 275/2015/R/com in cui il regolatore avanza proposte di riforma dell’attuale metodo di calcolo della remunerazione riconosciuta per i settori della distribuzione dell’energia elettrica e del gas, e delle esperienze di settore. Il tema della remunerazione delle reti, oggetto di un incontro promosso da A2A lo scorso 5 giugno, ha permesso di individuare le principali questioni tecniche ed economiche che dovranno essere affrontate nel corso della consultazione avviata dall’AEEGSI con il suddetto DCO. Tale riforma dovrà sostenere gli sforzi cui sono chiamati gli operatori, specie quelli attivi nella distribuzione dell’energia elettrica, finalizzati a creare una rete adeguata per un nuovo modello energetico sempre più smart, ma che comunque necessita ancora di investimenti infrastrutturali.
L’articolo sul Quality Project Lab (QPLab) di Agici Finanza d’Impresa, muovendo da una breve analisi delle risorse finanziarie disponibili per la realizzazione di opere e infrastrutture in Italia, costituisce una prima riflessione su come progettare opere e infrastrutture di qualità. La modesta capacità di investimenti infrastrutturali nel nostro Paese non dipende, come spesso si crede, dalla carenza di risorse finanziarie. Oggi le politiche di sviluppo europee destinano sempre maggiori fondi a tale settore e gli investitori internazionali sono sempre maggiormente attratti dalla stabilità dei ritorni economici degli investimenti in asset infrastrutturali. Il problema principale sembrerebbe quindi la carenza di qualità dei progetti per opere pubbliche ed infrastrutture, che rimangono così destinate a non attrarre risorse finanziarie. Come intervenire, quindi, al fine di promuovere in Italia progetti di qualità? L’identificazione e analisi delle criticità riscontrabili all’interno delle fasi che caratterizzano la maggior parte delle realizzazioni e la conseguente individuazione di proposte concrete per progetti di qualità, hanno portato alla costruzione di una procedura standard in grado di identificare e gestire i key factor e i rischi a essi associati per opere e infrastrutture di qualità.

Efficienza Energetica

La sezione Efficienza Energetica di questo numero raccoglie due contributi.
Il primo, scritto da Giovanni Bartucci, amministratore delegato di Bartucci S.p.A., descrive un caso di successo di efficientamento energetico nell’ambito dei processi industriali realizzato dall’azienda. Lo scopo del progetto è il controllo ottimo adattativo (Adaptive Process Control – APC) della temperatura nella produzione di semilavorati all’interno dell’industria dell’acciaio, al fine di conseguire un significativo risparmio energetico. L’obiettivo principale è quindi minimizzare il consumo specifico di metano, rispettando i range di temperatura del prodotto in uscita dal forno mantenendo all’interno dei propri limiti le variabili di processo più critiche. Il business model adottato, il modello contrattuale EPC, la precisione dei modelli matematici, l’efficienza e la robustezza dell’algoritmo di controllo e la tecnologia utilizzata hanno permesso di implementare la tecnologia APC anche nel settore dell’acciaio, finora precluso per una serie di barriere all’adozione.
Il secondo articolo, del Centro Studi CESEF, riassume i principali risultati dello Studio CESEF 2015 che verranno presentati il prossimo 8 ottobre a Milano – Fondazione Cariplo – in occasione del 2° Workshop annuale. Lo Studio, che intende contribuire alla strutturazione e al rafforzamento del mercato dell’EE analizzandone le principali criticità e peculiarità dai punti di vista del policy maker, del mercato (inteso come sintesi tra utenti e imprese) e del mondo finanziario, è suddiviso in tre sezioni. La prima analizza le principali forze che agiscono sul mercato dell’efficienza energetica italiano: i trend energetici, nazionali e internazionali, la normativa e i sistemi incentivanti; la seconda studia gli operatori del mercato: le strategie, i modelli di business e i principali dati economico-finanziari; la terza concentra l’attenzione sugli aspetti di finanziamento: i soggetti, gli strumenti e i modelli innovativi. Infine, vengono avanzate una serie di proposte concrete per il rilancio degli investimenti in EE e del settore.

Speciali Osservatori

La Rivista ospita i contributi provenienti dagli Osservatori di cui è media partner:
• OIR – Osservatorio Internazionale sull’Industria e la Finanza delle Rinnovabili (www.agici.it/oir/)
• M&A Utilities – Osservatorio sulle Alleanze e le Strategie nel Mercato Pan-Europeo delle Utilities
(www.agici.it/osservatorio-utility/)
• CNF – Osservatorio “I Costi del Non Fare” (www.agici.it/cnf/)
• CESEF – Centro Studi sull’Economia e il Management dell’Efficienza Energetica (www.agici.it/efficienza-energetica/)

In questo numero l’attenzione è posta sulle energie rinnovabili.
Il primo articolo, a cura di Andrea Gilardoni, Marco Carta e Tommaso Perelli di AGICI, riassume i principali punti emersi dal Rapporto Annuale 2015 dell’Osservatorio OIR. Tra i temi oggetto di attenzione, gli investimenti a livello globale (ancora in crescita nel 2014 e destinati ad aumentare ancora al 2020), le operazioni di M&A (continua la concentrazione del settore), gli andamenti economico-finanziari dei vari player (migliorano le performance complessive) e le politiche di recupero di efficienza degli impianti (ampi margini nel PV e nell’eolico offshore).
Il secondo articolo di Roberto Vigotti e Felice Basile di RES4MED tratta ad ampio raggio lo stato attuale e le prospettive future del mercato delle rinnovabili in Nord Africa e Medio Oriente. Emerge un quadro molto positivo: l’entità degli investimenti sta crescendo in modo tumultuoso mentre i costi di generazione degli impianti sono molto bassi a causa dell’abbondanza delle risorse sole e vento..

 

 
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