Numero 3/2018

 

 

Infrastrutture e l'Analisi Costi Benefici
- L'ACB si fa strada nella distribuzione del gas naturale
- L'ABC nelle infrastrutture ferroviarie

L'Opinione dei Protagonisti. La parola al senatore Paolo Arrigoni

Settore Idrico e Sostenibilità
- Settore idrico e cambiamento climatico: sintesi dei risultati del primo Rapporto OSWI
- Le sfide dei principali operatori italiani del Sistema Idrico Integrato

Efficienza Energetica
- Misure comportamentali: la nuova frontiera
- Empowerment dei consumatori: la nuova mission di E.ON

Finanza e Servizi Locali
Il ruolo della finanza nello sviluppo del trasporto pubblico locale

Dagli Osservatori
Osservatorio Infrastrutture
- Rapporto 2018 "Dai Costi del Non Fare al fare meglio. Valutazione e digitalizzazione delle infrastrutture per rilanciare gli investimenti

Rinnovabili OIR
- Energia: una trasformazione obbligata


Settore Idrico e Sostenibilità
La sezione Settore Idrico e Sostenibilità raccoglie i contributi dei protagonisti del Servizio Idrico Integrato (Utilities, Produttori di Tecnologie, Amministrazioni Pubbliche, AEEGSI e Università). I temi trattati includono gli aspetti normativi e regolatori, i modelli di business, le modalità di finanziamento degli investimenti, l’innovazione tecnologica e il rapporto con i consumatori, con particolare attenzione alla sostenibilità economico-finanziaria, sociale e ambientale. La prospettiva è sia nazionale che internazionale.
L'articolo di Marco Carta, Paolo Cutrone e Alessandra Garzarella presenta una parte dei risultati del primo Rapporto dell’Osservatorio OSWI (Observatory for a Sustainable Water Industry) “Servizio idrico e cambiamento climatico: investimenti, innovazione, casi di successo”. Lo Studio analizza: la situazione a livello globale e italiano, le principali sfide poste dal cambiamento climatico e i principi che guidano le istituzioni internazionali in materia; l’andamento economico, finanziario, patrimoniale e degli investimenti di 55 tra i maggiori player del settore idrico; le strategie delle società del campione di fronte al cambiamento climatico suddivise tra strategie di mitigazione, adattamento e miste. Il Rapporto è stato presentato a Milano il 29 maggio in un evento ove hanno partecipato i vertici delle più impotenti utility idriche e della relativa filiera industriale.
Gli operatori del Servizio Idrico Integrato (d’ora in avanti “SSI”) stanno attraversando una fase caratterizzata da profondi cambiamenti a livello normativo, regolatorio e industriale. Dall’analisi deirisultati economico-finanziari di un campione delle principali aziende operanti nel SII si evince un andamento sostanzialmente positivo e migliorativo rispetto al passato. Affrontare le sfide del cambiamento climatico nel settore idrico non è una questione limitata all’ambito tec-nologico-ambientale, ma richiede secondo l'autore, Alberto Pilati, anche capacità organizzative e finanziarie che solo aziende strutturate e performanti possono garantire. Il quadro che emerge è confortante: gli operatori del SII sono sulla strada giusta per realizzare la mole di investimenti richiesta dalle attuali condizioni ambientali, climatiche e di mercato.

Energy Efficiency
La sezione Energy Efficiency raccoglie articoli incentrati sulle tematiche chiave del settore: strategie e modelli di business degli operatori (ESCo, Utilities, Società di Facility Management, Produttori di Tecnologie, ecc.); dinamiche tecnologiche; strumenti e modelli di finanziamento; progetti di efficientamento energetico; aspetti regolatori e normativi. La prospettiva è sia nazionale che internazionale.
È parere condiviso dalla maggioranza degli scienziati (oltre il 95%) che gli esseri umani, attraverso eccessive emissioni di gas serra (GHG), stiano alterando gli equilibri climatici. Le attività umane responsabili di queste emissioni (produzione, trasporto ecc.) sono fondate su decisioni individuali e collettive che coinvolgono il consumo di energia, dalle piccole scelte quotidiane ai grandi investimenti. Queste possono contribuire a peggiorare o ridurre gli impatti del cambiamento climatico in modo significativo. Il fine degli autori, Stefano Clerici e Federico Montanaro, è mostrare come, intervenendo sulle scelte individuali attraverso misure che agiscono sulle abitudini di consumo, si possa generare significativi risparmi energetici, oggi responsabili del 26% delle emissioni di GHG in Europa.
E.ON è consapevole che una maggiore conoscenza delle opportunità nella gestione energetica da parte degli utenti è un elemento prioritario per contribuire alla piena trasformazione del sistema energetico e favorire abitudini virtuose e investimenti in efficienza energetica. L’azienda è fortemente impegnata nella promozione dell’empowerment dei consumatori, attraverso i propri canali di comunicazione, iniziative mirate e campagne finalizzate a rafforzare la relazione con i clienti. Grazie a un approccio integrato che fa leva sui più innovativi principi sperimentali delle scienze comportamentali, E.ON persegue la mission di sensibilizzazione verso tematiche di efficienza energetica, accompagnata dallo sviluppo di prodotti e soluzioni sempre più in linea con le reali esigenze dei clienti.

Infrastrutture
La sezione Infrastrutture propone contributi focalizzati sul tema della programmazione, costruzione, finanziamento e gestione delle opere infrastrutturali e di tutte le implicazioni a ciò collegate e da ciò derivanti. La prospettiva è certamente strategico-aziendale, ma non sono esclusi contributi con una visione più ampia. Il taglio è globale, nel senso che sono benvenuti articoli che illustrano i potenziali dei mercati di tutto il mondo con riguardo alle varie categorie di infrastrutture considerate dalla Rivista.
In tutto il mondo, società ed enti locali stanno incrementando il ricorso al mercato dei capitali per il finanziamento degli investimenti, grazie alla struttura dei tassi particolarmente favorevole. L’emissione di obbligazioni consente di acquisire grandi capitali privati, finalizzati al miglioramento delle infrastrutture di trasporto e del materiale rotabile (su gomma e su ferro). Tali strumenti finanziari, in particolare i green bond, consentono, secondo l’autore Dario Tedesco, il reperimento di risorse finanziarie aggiuntive per realizzare gli obiettivi di investimento e perseguire la sfida della sostenibilità ambientale.
La costruzione ex-novo delle infrastrutture civili, in particolar modo quelle di trasporto, sono generalmente accompagnate, già in fase di progettazione preliminare, da studi, analisi e preventivazioni circa non solo il loro inserimento “armonioso” nel contesto ambientale e territoriale, ma anche sull’impatto economico e sociale che esse possono avere, pre e post realizzazione. L’Analisi Costi-Benefici (ACB) rappresenta, pertanto, un veicolo fondamentale per capire quali siano le reali convenienze economiche, sociali e ambientali di una nuova opera di interesse pubblico, quando rapportate ai relativi costi di progettazione, costruzione e gestione. Il concetto di ACB si sta pian piano affacciando anche nel settore della distribuzione del gas naturale, con particolare riguardo per lo sviluppo delle infrastrutture energetiche dedite al trasporto locale e alla distribuzione di gas combustibile per usi civili e industriali. Questo soprattutto con l’avvio del nuovo sistema delle gare per l’aggiudicazione del servizio pubblico di distribuzione, basato sugli ambiti territoriali minimi (A.Te.M.). L’articolo di Valter Pannunzio, illustra, in primo luogo, la distribuzione del gas naturale – con particolare attenzione al sistema infrastrutturale che lo caratterizza – e il sistema delle gare per la gestione del servizio pubblico di distribuzione. In secondo luogo, pone l’attenzione sull’applicazione dell’ACB al settore della distribuzione del gas naturale, con particolare riguardo per gli elementi, gli indici e i parametri che potrebbero essere utili a condurre una ACB che sia la più funzionale possibile alla valutazione dello sviluppo delle infrastrutture di distribuzione del gas, considerando soprattutto lo “stato dell’arte” e con alcune considerazioni dell’autore.
L'articolo di Stefano Clerici, Alessandra Garzarella e Federico Montanaro riassume i risultati dello Studio 2018 dell’Infrastructure Unit: “Dai Costi del Non Fare al fare meglio. Valutazione e digitalizzazione delle infrastrutture per rilanciare gli investimenti”. Il Rapporto si focalizza su: identificazione delle nuove policy di sviluppo infrastrutturale del Paese e calcolo dei Costi del Non Fare (CNF); l’analisi delle principali metodiche di valutazione degli investimenti, in particolare dell’ACB (Analisi Costi Benefici). Infine, la ricerca ha coperto il tema dell’implementazione di soluzioni IoT nelle infrastrutture, confrontando piani e modelli di sviluppo dei Paesi leader mondiali nel campo dell’innovazione.
Gli investimenti infrastrutturali in ambito ferroviario introducono significativi impatti sul sistema della mobilità e sull’equilibrio ambientale, con effetti di carattere economico per la collettività. L’Analisi Costi Benefici secondo Gianfranco Pignatone, autore dell'articolo, rappresenta uno strumento di supporto decisionale che mira a valutare l’incremento del benessere della collettività indotto dalla realizzazione del progetto di investimento.

From the Observatories
La sezione Speciale Osservatori ospita i contributi provenienti dagli Osservatori di cui la Rivista è media partner e cioè:
• OIR – Osservatorio Internazionale sull’Industria e la Finanza delle Rinnovabili (www.agici.it/oir/)
• M&A Utilities – Osservatorio sulle Alleanze e le Strategie nel Mercato Pan-Europeo delle Utilities (www.agici.it/osservatorio-utility/)
• Infrastructures Unit – che comprende l'Osservatorio “I Costi del Non Fare” (CNF) e il Quality Project Lab (QPLab) (www.agici.it/infrastrutture/)
• CESEF – Centro Studi sull’Economia e il Management dell’Efficienza Energetica (www.agici.it/efficienza-energetica/)
• OSWI – Observatory for a Sustainable Water Industry (www.agici.it/idrico/)
La Strategia Energetica Nazionale getta le basi per un futuro energetico fatto di azioni ambiziose e misure concrete. In particolare, il solo obiettivo del 32% di energia da fonti rinnovabili nei consumi finali prevede il raddoppio della produzione di energia elettrica da rinnovabile in dieci anni, passando dagli attuali 103 TWh a più di 200 TWh. Obiettivi molto ambiziosi, ma ancora carenti delle necessarie misure attuative. Per Giovanni Simoni, autore dell'articolo, le nuove FER elettriche dovranno crescere a un ritmo di circa dieci volte superiore a quello attuale. Il ruolo della politica ai diversi livelli appare dunque centrale per garantire l’avvio di un processo di nuove installazioni dalla modulazione crescente che tenga conto del consumo di suolo, che faciliti gli operatori nei processi autorizzativi e che sciolga il tema finanziario in un sistema privo di incentivi. Dal punto di vista ambientale, per raggiungere gli obiettivi in linea con quelli europei di riduzione delle emissioni del 40% (passando da 428 milioni di tonnellate di CO2eq nel 2017 a 261 milioni di tonnellate di CO2eq nel 2030) non sarà sufficiente agire solo sul lato della produzione di energia elettrica. Si dovranno necessariamente affrontare i temi della de-carbonizzazione dei consumi finali, oltre i processi di efficientamento, con una maggiore penetrazione dell’energia elettrica. Se non si agisce contestualmente anche sui consumi finali, gli obiettivi “ambientali” non potranno essere mai raggiunti. Nel settore trasporti ciò significa favorire la mobilità elettrica fino ad avere circa 6 milioni di auto elettriche nel 2030, nel settore civile avviare un processo di elettrificazione del settore domestico che coinvolga cucina, riscaldamento e raffrescamento. Ma quando si parla di penetrazione elettrica si intende la sostituzione dei combustibili fossili con energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, ciò comporta una garanzia nelle origini e modalità di “certificarne” la provenienza (attraverso l’ottenimento dei titoli G.O) ancora poco diffusa in Italia. Nei prossimi anni questa trasformazione obbligata si infiltrerà in tutti i settori delle attività economiche e nelle attività private di tutti i cittadini. Se la “Politica” si assumerà le proprie responsabilità, le imprese italiane saranno pronte: i capitali nazionali e internazionali per gli investimenti sono già disponibili.

Dalle Aule dell'Università
La sezione Dalle Aule dell’Università ospita i contributi di studenti che, nell’ambito dei loro corsi di studi, hanno sviluppato particolari approfondimenti su tematiche di interesse della Rivista.
L'acqua è sicuramente un problema importante per tutti i Paesi della regione arida del Golfo e, in particolare, per il Qatar. Ciò è dovuto principalmente a tre fattori: in Qatar le fonti sotterranee scarseggiano e l’approvvigionamento idrico avviene in larga misura tramite dissalazione; il Paese è tra i primi cinque al mondo per consumo d’acqua pro capite; di tutta l'acqua immessa, il 30% è perso nelle reti di adduzione e distribuzione, il 20-30% è ascrivibile a un consumo eccessivo delle famiglie. Alla luce di quanto detto ci si potrebbe aspettare che il Qatar stia attraversando una vera e propria "crisi idrica", tuttavia non è così. Infatti, l’ente preposto alla fornitura del servizio ha garantito senza problemi l’approvvigionamento idrico per il Paese negli anni cruciali di rapida crescita, ma qual è stato l’impatto ambientale delle strategie implementate? L’articolo di Irene Colaboni analizza le strategie messe a punto dal gestore idrico che opera nel Paese e indaga sugli errori commessi da un punto di vista ambientale. Infine, descrive le possibili misure da adottare nel prossimo futuro per garantire al Qatar il passaggio a un approvvigionamento idrico responsabile, sostenibile, economicamente realizzabile e che risponda efficacemente alla crescente domanda d’acqua.
I sistemi di accumulo avranno sicuramente un ruolo fondamentale nel prossimo futuro poiché, entro il 2040, si prevede che due terzi degli investimenti complessivi nel settore dell'energia elettrica saranno destinati a tali tecnologie. Tra i sistemi che sembrano avere il maggior potenziale vi sono le batterie, in particolare agli ioni di litio e, più recentemente, allo stato solido. Questo tipo di storage può avere diverse applicazioni, come la e-mobility o le batterie off-grid, ma le più significative per le utility sono sicuramente quelle grid scale e behind-the-meter. Attualmente il modello di business delle utility si concentra principalmente sulle batterie di grossa taglia, in quanto la remunerazione legata ai servizi forniti da tali tecnologie è considerata più sicura. Tuttavia, il settore elettrico è caratterizzato da alcune tendenze, come la digitalizzazione o il decentramento, che stanno promuovendo lo sviluppo di sistemi di storage di piccola taglia. Per questo motivo, le proiezioni relative ai segmenti di mercato grid scale e behind-the-meter mostrano un quadro completamente diverso nel prossimo futuro, con lo storage residenziale, commerciale e industriale che rappresenta pressoché la maggioranza dei sistemi installati. Il fine di questo articolo, scritto da Marcon Tonon, è analizzare tale evoluzione e descrivere come le utility possano cambiare le loro strategie per adattarsi e cercare di sfruttare tutte le opportunità dei sistemi di accumulo behind-the-meter.

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