Numero 4/2006

 

I costi del non fare.
Quanto costano al Paese gli ostacoli
che bloccano impianti ed infrastrutture?

Contributi di Andrea Gilardoni, Alessandro Marangoni, Simona Fontana
e Emilia Blanchetti

> Il progetto Linea Group: un modello di governance

> Il Gruppo AMG di Palermo

> Il TPL: strategie aziendali e consenso pubblico

> Il settore rifiuti: l’esperienza di Ecolombardia4

> E se l’ambiente votasse...?

> Blue Book 2006: le tendenze del comparto idrico

> Private Equity e Utilities in Europa

> Il mercato del gas: tendenze del terzo trimestre 2006

> Sistemi informatici nelle Utilities


Academy

Il contributo di Andrea Gilardoni, Carlo Gadaleta Caldarola e Marco Carta rappresenta in realtà una anticipazione degli studi che saranno presentati in occasione dell’incontro annuale dell’Osservatorio sulle Strategie delle Utilities in Italia e in Europa. In materia energetica verranno affrontati alcuni temi caldissimi, come le questioni dell’efficienza sia nella produzione che nell’utilizzo dell’energia, la promozione delle rinnovabili e l’efficacia dei meccanismi di indirizzo. Quest’ultimo punto solleva il quesito se siano effettivamente bene utilizzate le risorse che i consumatori pagano in bolletta e che sono destinate a varie finalità di politica energetica. Circa le dinamiche concorrenziali nelle utilities, l’osservatorio ha esteso l’attenzione a 44 aziende leader europee con lo scopo di evidenziare le tendenze in atto sul piano dei processi di concentrazione. Già l’esame dei risultati del primo semestre 2006 evidenzia alcuni elementi assai interessanti.
Il lavoro di Giuliano Sparacino, che tratta del miglioramento dell’efficienza nei Trasporti Pubblici Locali, appare graffiante nelle conclusioni, ma anche molto realistico. Il miglioramento del rapporto tra ricavi e costi, sostiene l’Autore, ha spinto allo sviluppo di attività collaterali, anche remunerative, ma ha fatto perdere la concentrazione dal core business, cioè il trasporto pubblico ove, tuttavia, fattori esterni alle imprese la fanno da padrone: le pressioni sindacali sul lavoro, che troppo spesso generano gravi e irrecuperabili danni alla collettività tanto da chiedersi fino a che punto sia legittima una così scarsa tutela della stessa, e le esigenze politiche sulle tariffe. L’Autore lo dice chiaramente, e non si può che condividere: vi è una forte esigenza di andare verso un profondo ripensamento  dell’impronta da dare al processo di riforma nel prossimo futuro.
In ultimo il lavoro di Alessandro Marangoni e Simona Fontana, che riassume i risultati di uno studio sul costo del non fare presentato a Roma il 16 novembre 2006 a Palazzo Marini (Camera dei Deputati). In sostanza, il lavoro mostra come non fare infrastrutture abbia costi esorbitanti, spesso non considerati adeguatamente. Da notare è anche il cenno alla metodologia del CNF (Costi del Non Fare), sviluppata ad hoc per questa indagine, e che presenta alcuni interessanti elementi di innovatività.

Competitive Intelligence

Peter Crilly propone la consueta retrospettiva dei mercati dell’elettricità e del gas in Italia. Il quadro è articolato ma i provvedimenti governativi dovrebbero evitare il ripetersi di situazioni di emergenza, peraltro lo scorso inverno determinate dalla opportunità di produrre energia elettrica col gas e di esportarla all’estero. Interessanti sono alcune riflessioni dell’Autore sui possibili scenari connessi ad un riassetto del comparto a seguito della creazione della superutility Aem Milano e Asm Brescia.
Il contributo di Sante Maiolica esamina gli investimenti effettuati dai Private Equity europei nel settore dell’energia e dell’ambiente. Particolarmente vivace è il mercato inglese, con 44 operazioni, e quello tedesco, con 23 casi rilevati. In Italia sarebbero solo 6 gli investimenti effettuati. Va notato che, tra le altre cose,  un peso particolare assume il comparto delle tecnologie pulite (clean technologies) che rappresentano un segmento ritenuto con interessanti prospettive di sviluppo. In questo quadro appare auspicabile che anche nel nostro Paese si estenda il comparto in modo significativo, data anche la strategicità dello stesso negli scenari economici prospettici.
Emilia Blanchetti illustra i risultati dell’edizione del 2006 del Nimby Forum evidenziando come la Tav Torino-Lione sia stata l’opera più osteggiata, ma come pure vari termovalorizzatori continuino ad essere al centro dell’opposizione sociale. Il contributo della Autrice è di interesse anche nella parte propositiva, ove esplicita alcuni presupposti ritenuti fondamentali per gestire le opposizioni in esame. Tutto ciò ruota intorno ad un concetto di governance, aggiungiamo noi, che sposi principi di trasparenza, dialogo, negoziazione, chiarezza dei ruoli e che non consideri gli interlocutori locali delle semplici appendici del processo decisionale.
Andrea Lolli illustra i principali risultati del Blue Book, lo studio annuale di Utilitatis sul settore idrico. Il lavoro non riporta commenti, lasciando al lettore ogni valutazione. Perciò qui riportiamo alcuni dati interessanti. Un primo, è la stima in 53 miliardi di € il fabbisogno di investimenti a livello nazionale. Un secondo dato è il costo medio ponderato a livello nazionale di un metro cubo di acqua è di circa 0,8 €, destinato a decrescere fino a 0,7 €; un certo peso hanno anche i canoni di concessione. Di interesse è poi la media ponderata delle tariffe applicate, pari a 0,93 € al metro cubo, destinata però a crescere negli anni prossimi fino a 1,38 € al metro cubo; tale dinamica è essenzialmente dovuta agli oneri di investimento. Pur essendo oggi disponibili molti dati, dobbiamo ancora rilevare che la credibilità dei piani d’ambito è in generale assai modesta e che sarebbe necessario, come sottolinea l’Autore, sviluppare nuovi modelli di benchmarking.

Professional

Il primo contributo è di Sergio Testa, che traccia l’esperienza di Ecolombardia4. La società sita in provincia di Bergamo, e che fa capo al Gruppo Ecodeco ove l’Aem di Milano ha acquisito una quota rilevante, gestisce un impianto di trattamento dei rifiuti industriali attraverso la termovalorizzazione; dal 2003, inoltre, l’impianto produce energia elettrica. L’articolo descrive le fasi del processo indicando in particolare le modalità di trattamento e di abbattimento dei fumi. Interessante è altresì la considerazione finale, che vede la Società parte attiva in un processo di ottimizzazione a livello locale, cioè una zona artigianale-industriale, delle logiche di produzione e di erogazione delle utilities (energia, acqua e rifiuti). L’idea è di sviluppare sinergie in una prospettiva di sviluppo ecocompatibile, che sposi la riduzione dei costi con il rispetto dell’ambiente.
Andrea Bonetti illustra un modello di sviluppo della funzionalità del sistema informativo applicato alle utilities. L’attenzione è sui temi del Workflow, cioè ai sistemi che coinvolgono combinazioni di attività umane e di dati che potrebbero essere utili anche al fine di rispettare le richieste formulate dall’Authority.
Dario Allegra, presidente della Amg di Palermo, relaziona della scelta strategica della società di avviare una gara per un socio industriale. Tale opzione deriva da una analisi oggettiva della situazione nazionale, ma anche internazionale e locale, che lascia aperti pochi spazi a soluzioni alternative. La gara oggi in corso prevede la cessione della quota di minoranza della società di vendita, in un modello ove la rete rimane interamente controllata dal Comune.
In ultimo, ma non per questo meno importante (anzi…), l’articolo di Giuseppe Tiranti presidente di Linea Group. L’Autore descrive l’approdo finale a cui è giunto unificando le forze di quattro importanti realtà soprattutto del Sud della Lombardia ma anche dell’area di Rovato, tra Brescia e Bergamo. Il disegno strategico appare di particolare interesse. Oltre alle sinergie da integrazione, rese possibili anche dalla prossimità geografica, il nuovo raggruppamento ha ambiziosi obiettivi di crescita resi possibili dalla nuova scala dimensionale: uno tra tutti va segnalato e cioè la partecipazione ad un rigassificatore. Noi ovviamente auguriamo alla nuova società di procedere nei piani con grande determinazione e successo, anche se sappiamo che i processi di aggregazione in atto potrebbero disegnare futuri più vicini ad uno o all’altro dei maggiori player italiani.

Finestra sul mondo

L’unico contributo di questo numero è di Francesco della Porta. Si tratta di una stimolante riflessione con al centro la questione ambientale. Il messaggio di fondo è forse quello collegato all’esigenza di una profonda rimeditazione su cosa sia rispettoso dell’ambiente e cosa non lo sia. Tanti luoghi comuni, moltissimi comportamenti individuali che sembrano orientati ad una logica verde, in realtà non lo sono, ovvero sono ampiamente controbilanciati da comportamenti assai poco virtuosi caratterizzati da elevati livelli di egoismo. Il tutto si intreccia con questioni di consenso politico, che sono caratterizzate da livelli spesso modesti di razionalità. Alla fine,propone l’Autore, prima di compiere un’azione personale ci si dovrebbe chiedere: “Se l’ambiente votasse, sarebbe favorevole o contrario?”

 

>