Numero 4/2011

 

 

Academy - AIDEA
Tenaglia S., Un nuovo modello di governance per il Consorzio di bonifica

Ricci P. e Landi T., How to assess accountability of listed italian public utilities companies?

Dall'Osservatorio CNF
Una occasione per ripartire? 10 proposte per rilanciare le infrastrutture

Dall'Osservatorio OIR
- Rinnovabili ed efficienza energetica: il dopo convegno. Interventi di A. Gilardoni, M. Carta e M. Sartori
- India e Brasile: quali opportunità per le imprese italiane nel settore delle rinnovabili?

L'Opinione dei Protagonisti
Le strategie dell’Ance per superare la crisi: la parola a Paolo Buzzetti

E ancora:
- Riflessioni sugli ambiti di distribuzione del gas e sulla costruzione di un mercato concorrenziale
- I mercati all'ingrosso di gas e elettricità in Italia nel terzo quadrimestrel 2011
- Italia orfana di un Institute for Foreign Trade

L'accreditamento AIDEA

La sezione Academy raccoglie i contributi di studiosi e ricercatori che, in via esclusiva o incidentale, si occupano dei settori dei servizi di pubblica utilità. Questa sezione vuole rafforzare il collegamento, spesso troppo esile e non scevro di incomprensioni, tra sistema produttivo e sistema accademico. Il taglio dei lavori, mantenendo il rigore necessario, deve avere apprezzabili ricadute applicative; la forma espositiva deve porre in grado anche i non addetti ai lavori di cogliere i significati fondamentali delle questioni trattate.
La Rivista ha acquisito nel tempo ampia diffusione e riconoscimenti da parte di manager, operatori del comparto e policy maker. Gli interessi sollecitati sono molteplici poiché all’analisi dei sistemi e delle tecniche gestionali più qualificati, nell’ambito delle differenti funzioni aziendali, ivi comprese l’innovazione tecnologica e l’evoluzione normativa, vengono affiancati aspetti macrosettoriali relativi alle politiche infrastrutturali, tariffarie e finanziarie di settore. Il governo dei servizi non può però prescindere da una adeguata strumentazione teorica e metodologica, spesso frutto di studi accademici.
Con l’accreditamento della Rivista presso l’Accademia Italiana di Economia Aziendale (AIDEA) si è inteso rafforzare la qualità dei contributi scientifici proposti dai vari studiosi e accolti nella sezione Academy. L’allargamento del Comitato scientifico ad autorevoli ricercatori internazionali e nazionali, il referaggio anonimo da parte di almeno due studiosi accademici, la rigorosa definizione dei criteri di presentazione dei lavori costituiscono i presupposti per migliorare il livello delle analisi e, nel contempo, contribuire alla produzione di nuove ricerche, ovviamente rivolte alla soluzione di problematiche operative.
Due studi in questo numero. Il primo di Stefano Tenaglia discute i problemi di governance nell’ambito dei consorzi di bonifica. Il tema non è certo irrilevante se si pensa che una quota del 3% del Paese presenta livelli tali di inquinamento da richiedere interventi, spesso costosi, di risanamento. La sostanza della proposta è che siano i produttori agricoli a controllare i consorzi e non i proprietari terrieri e le loro associazioni.
Il secondo lavoro di Paolo Ricci e Tiziana Landi esamina il tema della accountability nel settore delle public utilities avendo riguardo a tre importanti società quotate in Borsa. Il termine inglese si riferisce alla capacità/disponibilità da parte di chi governa di dar conto della sua opera; il concetto presuppone quantomeno trasparenza, comunicazione, attenzione agli stakeholder. Gli Autori hanno messo anche a punto un indice, che considera un ampio numero di parametri, sulla base del quale è possibile quantificare e confrontare il livello di accountability di ciascuna azienda. Dal confronto emerge come vincente Hera su Iren e A2A…

Competitive Intelligence

Il primo contributo di Federico Testa e Carlo Stagnaro. Gli Autori ripercorrono le fasi della liberalizzazione del mercato del gas avviata nel 2000 con il Decreto Letta per arrivare a discutere la situazione attuale. La tesi sostenuta è che il recupero di efficienza non si ha con le aggregazioni; ciò perché questo fatto non è dimostrato empiricamente e perché la presenza dominante di pochi operatori in un mercato concentrato potrebbe introdurre elementi di inefficienza; i 177 ambiti, che a noi sembrano di gran lunga eccessivi, sono ritenuti dagli Autori troppo pochi. Entrambe le argomentazioni ci sembrano discutibili: gli studi empirici sono stati troppo spesso di parte e, soprattutto, non tengono conto dei costi complessivi di gestione delle gare e di controllo del sistema; inoltre, temere che ci siano rischi di inefficienza implica ritenere che l’AEEG abbia operato e possa operare ancor peggio. In ogni caso, appare convincente la tesi finale in cui si sostiene che la questione di fondo per raggiungere l’efficienza risiede nel sistema degli incentivi e nella qualità degli operatori.
Il secondo è il consueto contributo di Peter Crilly che descrive l’andamento dei mercati all’ingrosso di elettricità e gas nel corso del terzo trimestre del 2011. I consumi di gas sono calati quasi del 3% soprattutto per le minori produzioni elettriche. Si comincia infatti a sentire l’impatto del fotovoltaico. Nella elettricità si è assistito a una modesta crescita della domanda del 1,7% dovuta essenzialmente alle maggiori temperature di settembre e agosto. Il picco di domanda è stato il 13 luglio con 53,7 GW. Le tendenze in atto, dunque, mostrano una tendenziale modifica della struttura del mercato energetico del Paese con una domanda che cresce pochissimo e un’offerta che mette in crisi le eccessivamente numerose centrali a gas.
Il terzo contributo è di Marino Lizza. L’Autore sviluppa alcune riflessioni sulla cancellazione dell’ICE introducendo alcuni elementi di dubbio circa la fondatezza della decisione basata sulla percezione degli utilizzatori del servizio di assistenza alle esportazioni e su dei confronti internazionali. Il vuoto va in ogni caso rapidamente colmato poiché l’Italia, come tutti le nazioni del mondo, necessita di uno strumento di tale natura in un sistema competitivo globale sempre più complesso, e per la presenza nel Paese di poche aziende di grandi dimensioni.

Dagli Osservatori CNF e OIR

La Rivista ospita, come ormai è prassi, i contributi provenienti dagli Osservatori di cui è partner.
Si tratta in dettaglio:
• OIR – Osservatorio Internazionale sull’Industria e la Finanza delle Rinnovabili (www.agici.it/industria_delle_rinnovabili.php)
• M&A Utilities – Osservatorio sulle Alleanze e le Strategie nel Mercato Pan-Europeo delle Utilities (www.agici.it/alleanze_e_strategie.php)
• CNF – Osservatorio “I Costi del Non Fare” (www.costidelnonfare.it)
Questo numero è dedicato agli Osservatori CNF e OIR.
Dall'Osservatorio CNF
Il lavoro illustrato costituisce il rapporto annuale dell’Osservatorio presentato e discusso a Roma il 16 novembre 2011. In esso si riassumono i Costi del Non Fare del triennio 2008-2011 che concludono il secondo ciclo di indagine; lo studio di sei casi con iter autorizzativi fortemente contrastati con l’analisi delle cause e delle possibili soluzioni; infine, le linee guida di un progetto di legge per il rilancio delle infrastrutture.
Dall'Osservatorio OIR
I primi articoli riguardano tre interventi che si sono tenuti in occasione del III Workshop (Roma, 5 luglio 2011). Il primo è la relazione introduttiva del prof. Andrea Gilardoni, Presidente dell’OIR; il secondo, del dott. Marco Carta, Coordinatore dell’OIR, illustra i costi e i benefici delle rinnovabili nell’ottica di un confronto con le tecnologie tradizionali basato su una metodologia innovativa; il terzo pezzo infine, a cura dell’ing. Mauro Sartori, Vice Presidente di Api Nova Energia, elabora alcune riflessioni sul futuro energetico dell’Italia.
Il quarto contributo si occupa invece delle opportunità di sviluppo nel mercato indiano delle energie rinnovabili. Sintetizza il rapporto OIR “Opportunities in India’s Renewable Energy Industry” presentato in un convegno presso Assolombarda (Milano, 7 luglio) che ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Narsimhan Santhanam, fondatore di Energy Alternatives India. L’articolo evidenzia le grandi opportunità derivanti dagli ambiziosi piani di sviluppo delle rinnovabili del Governo indiano mettendone in luce anche le criticità come le complessità burocratiche e la accesa competizione tra le molte aziende che stanno massicciamente entrando in questo mercato.
L’ultimo articolo è dedicato al mercato brasiliano delle energie rinnovabili. Come per l’India, anche questo contributo riassume uno studio dell’OIR presentato in un seminario a Milano il 30 settembre: si tratta del report “Challenges and Opportunities in Brazil’s Renewable Energy Sector”. Al seminario ha partecipato come key note speaker Carlos Senna Figueiredo della CNI, la confederazione che raggruppa e rappresenta l’industria brasiliana. L’articolo evidenzia l’elevato potenziale di sviluppo delle energie rinnovabili in quel paese, in particolare in tecnologie come l’idroelettrico, le biomasse e l’eolico. Si conclude indagando sui principali campi di possibile cooperazione tra imprese italiane e brasiliane nelle energie rinnovabili.

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