Numero 4/2013

 

Academy-AIDEA
Bruno C., "Telecomunicazioni fisse: il problema della separazione verticale e le economie da integrazione"

Dall'Osservatorio I Costi del Non Fare - CNF
Sintesi dei risultati dello Studio 2013

Competitive Intelligence
- Impianto per il recupero energetico da biomasse: uno studio di fattibilità
- Utilities: come aumentare la fedeltà della clientela. La ricerca di Accenture
- Sistemi di accumulo dell'energia in ambito residenziale. La ricerca di Anie Energia


L'Opinione dei Protagonisti
La parola a Francesco Bettoni, Presidente di Brebemi SpA

Infrastructures
Le infrastrutture del futuro: dal Ten-T network alla banda larga convergente

Dall'Osservatorio Rinnovabili - OIR
- L'industria italiana delle FER: analisi e strategie
- Rinnovabili in Argentina: potenzialità e sviluppo di un nuovo mercato
- Recuperi termici e cogenerazione a biomasse
- I sistemi ORC
- L'India e il biogas

Academy

La sezione Academy raccoglie i contributi di studiosi e ricercatori che, in via esclusiva o incidentale, si occupano dei settori dei servizi di pubblica utilità. Questa sezione, diretta dal prof. Giovanni Fraquelli, vuole rafforzare il collegamento, spesso troppo esile e non scevro di incomprensioni, tra sistema produttivo e sistema accademico. Il taglio dei lavori, mantenendo il rigore necessario, deve avere apprezzabili ricadute applicative; la forma espositiva deve porre in grado anche i non addetti ai lavori di cogliere i significati fondamentali delle questioni trattate.
La Rivista ha acquisito nel tempo ampia diffusione e riconoscimenti da parte di manager, operatori del comparto e da parte di policy maker. Gli interessi sollecitati sono molteplici poiché all’analisi dei sistemi e delle tecniche gestionali più qualificati, nell’ambito delle differenti funzioni aziendali, ivi comprese l’innovazione tecnologica e l’evoluzione normativa, vengono affiancati aspetti macrosettoriali relativi alle politiche infrastrutturali, tariffarie e finanziarie di settore. L’attività di governo dei servizi non può però prescindere da una adeguata strumentazione teorica e metodologica, spesso frutto di studi accademici.
Con l’accreditamento della Rivista presso l’Accademia Italiana di Economia Aziendale (AIDEA), si è inteso rafforzare la qualità dei contributi scientifici proposti dai vari studiosi, nell’ambito della sezione Academy.
L’allargamento del Comitato scientifico ad autorevoli ricercatori internazionali e nazionali, il referaggio anonimo da parte di almeno due studiosi accademici, la rigorosa definizione dei criteri di presentazione dei lavori costituiscono i presupposti per migliorare il livello delle analisi e, nel contempo, contribuire alla produzione di nuove ricerche, ovviamente rivolte alla soluzione di problematiche operative.
In questo numero abbiamo selezionato il contributo della prof.ssa Clemetina Bruno dell’Università del Piemonte Orientale. Il tema trattato nell’articolo riguarda le telecomunicazioni e, in particolare, un’analisi quantitativa degli effetti della separazione verticale delle reti fisse. Dallo studio emerge come le aziende tlc separate verticalmente siano generalmente più efficienti rispetto ad un operatore integrato.

Infrastructures

Continua in questo numero la raccolta di interventi e contributi che traggono spunto dello studio “Le infrastrutture del futuro. Idee e proposte per i governi che verranno”, realizzato dall’Assessorato alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Lombardia sotto la guida del prof. Andrea Gilardoni. Tale studio ha avviato un dibattito, su nuovi progetti e modelli di gestione delle infrastrutture, riguardante 6 settori infrastrutturali fondamentali tra loro distinti ma caratterizzati da crescenti collegamenti: Viabilità, Ferrovie, Aeroporti, Logistica, Utilities, Telecomunicazioni.
Il primo contributo, di Massimo Pecorari di Unicredit, sottolinea quelli che sono gli investimenti prioritari per il nostro Paese e il modo per poterli finanziare. Guardando agli obiettivi di sviluppo europei, le priorità di investimento in Italia sono le infrastrutture strategiche inserite tra le reti TEN; la piena funzionalità dei nodi logistici e portuali e la riqualificazione dell’offerta infrastrutturale e urbanistica nelle grandi città metropolitane. Inoltre, poiché attraverso l’innovazione tecnologica è possibile risolvere i problemi che più influiscono sulla qualità di vita della città, nonché rilanciare l’economia dell’intera area che ruota attorno all’agglomerato urbano, numerosi sono i settori (energia, efficienza energetica, edilizia, trasporti, ecc.) in cui sperimentare le possibili applicazioni intelligenti per una Smart City. Al fine di realizzare tali investimenti, secondo l’autore il modello principale cui fare riferimento è il Partenariato Pubblico Privato (PPP), che, se correttamente utilizzato, può agire come leva per lo sviluppo di investimenti attraverso il coinvolgimento di capitali privati. Tale strumento consente, da un lato, benefici di carattere economico, legati all’efficienza nella realizzazione e gestione delle opere e, dall’altro, il superamento dei vincoli di bilancio pubblici.
Il secondo pezzo è a cura di Stefano Lorenzi, Amministratore Delegato del Gruppo Sirti. L’articolo tratta della banda larga come potenziale leva per accrescere la competitività del Sistema-Italia. La trasmissione di grandi quantità di dati ad alta velocità è in grado, infatti, di incidere sull’efficienza della Pubblica Amministrazione e in particolare sulla gestione dei sistemi urbani (Smart Cities). L’analisi individua anche gli elementi chiave per un più rapido sviluppo della banda ultra larga: maggiore collaborazione tra pubblico e privato, riduzione dei costi di infrastrutturazione, obiettivi pubblici chiari e di lungo periodo.

Competitive Intelligence

La sezione Competitive Intelligence ha lo scopo di mettere a fuoco le tendenze di fondo delle dinamiche competitive nei comparti delle utility. Questo in una prospettiva sia nazionale sia internazionale.
Il primo articolo, a cura di Francesco Claudio Campione, Angelo Milone, Daniele Milone e Sebastiano Marino, tratta il tema della fattibilità di un impianto per la valorizzazione energetica di biomasse da rifiuti solidi urbani e fanghi da depurazione. Dallo studio emerge come questo tipo di impianti generi significativi benefici ambientali ed economici rispetto all’utilizzo delle discariche.
Il secondo pezzo è stato redatto da Sandro Bacan, Andrea Petrini e Luca Bertoni di Accenture. La tematica trattata riguarda la fidelizzazione della clientela nei settori gas ed elettricità. Trattasi di un tema particolarmente caldo, in quanto, come noto, in Italia la competizione in questi due comparti è sempre più accesa. Dall’analisi emerge come in Italia i clienti siano sempre più disposti a cambiare fornitore. Le utility devono quindi implementare politiche più aggressive in ambito marketing, aumentando l’interazione
col cliente e fornendo ad esso servizi addizionali (es. domotica o efficienza energetica).
La sezione si conclude con un articolo di Nicola Cosciani della federazione ANIE, avente come tema i benefici dell’installazione di accumuli elettrici presso utenze domestiche. L’articolo mette in luce come la tecnologia degli accumuli sia ancora poco competitiva anche se è in atto una forte dinamica tecnologica che ne sta abbattendo i costi. Se tale processo tecnologico continuasse, l’installazione di pannelli PV abbinati a batterie presso utenze residenziali contribuirebbe ad abbassare notevolmente i costi dell’energia per le famiglie.

Speciali Osservatori

La Rivista ospita i contributi provenienti dagli Osservatori di cui è media partner:
• OIR – Osservatorio Internazionale sull’Industria e la Finanza delle Rinnovabili (www.agici.it/oir/)
• M&A Utilities – Osservatorio sulle Alleanze e le Strategie nel Mercato Pan-Europeo delle Utilities
(www.agici.it/osservatorio-utility/)
• CNF – Osservatorio “I Costi del Non Fare” (www.agici.it/cnf/)
Questa sezione contiene articoli riguardanti gli Osservatori di Agici Finanza d’Impresa: Utilities, Rinnovabili, Infrastrutture. Gli articoli sono scritti sia dallo staff Agici sia dalle aziende partner degli Osservatori.
Il primo pezzo, a cura di Marco Carta e Andrea Gilardoni di AGICI Finanza d’Impresa, riassume il V Rapporto Annuale dell’Osservatorio OIR. L’articolo analizza in primo luogo i cambiamenti tecnologi, normativi e di mercato che il mercato italiano delle rinnovabili sta attraversando. Dopodiché descrive l’impatto di tali mutamenti sui conti economici dei 30 maggiori produttori da fonti rinnovabili in Italia, mettendo in evidenza come molti player abbiano visto calare in modo significativo la redditività. L’articolo si conclude con l’individuazione delle strategie chiave per far fronte a queste dinamiche: crescita internazionale, efficienza nella gestione, sviluppo della generazione distribuita, estensione dell’offerta commerciale e crescita attraverso alleanze e aggregazioni.
Il secondo contributo arriva dall’Osservatorio “I Costi del Non Fare”. Esso riporta i risultati di sintesi dello Studio 2013, incentrato, come di consueto, sull’analisi dello sviluppo infrastrutturale del Paese. Oltre all’estensione del perimetro di analisi al settore delle telecomunicazioni con la classe infrastrutturale delle reti a Banda Ultralarga, vengono misurati i Benefici dell’Aver Fatto e i Costi del Non fare attraverso il monitoraggio delle realizzazioni delle infrastrutture strategiche nel biennio 2012-2013. Vengono descritte le migliori tecnologie per migliorare l’efficacia e l’efficienza nella realizzazione/gestione delle infrastrutture, attraverso l’analisi delle Smart Infrastructure. Inoltre, viene approfondito il tema della protezione delle Infrastrutture Critiche, infrastrutture essenziali per l’operatività di una nazione e quindi per garantire un livello accettabile di qualità della vita per i cittadini di uno stato. Infine, si riportano, in sintesi, i risultati del questionario riguardante l’efficacia delle più recenti normative sulle infrastrutture.
Il terzo pezzo, redatto da Marco Carta in collaborazione con Beatrice Galet di Agici, tratta del mercato eolico argentino, esaminandone il potenziale, i principali player, le politiche di incentivazione nonché le difficoltà che questo particolare settore ha incontrato e sta incontrando nel Paese. Dall’analisi emerge come l’Argentina possegga un potenziale tra i più elevati al mondo, grazie alla presenza di zone ventose, di ampie dimensioni e praticamente disabitate quali la Patagonia. Nonostante questo, l’industria eolica ha stentato a svilupparsi, in quanto non esistevano sistemi di incentivazione e di programmazione efficaci. Recentemente il Governo ha varato un sistema ad aste e obiettivi al 2016 che, pur con difficoltà, sembrano aver smosso la situazione e posto le basi per lo sviluppo futuro.
Segue un articolo di Marco Carta e Stefano Clerici che riassume uno studio recentemente condotto da Agici sui benefici di recuperi termici e cogenerazione a biomassa per alcuni settori chiave per l’industria italiana: acciaio, cemento, vetro, zootecnia, agroalimentare e forestale. Dall’analisi emerge come recuperi termici e cogenerazione possono costituire un volano importante per la competitività dei comparti summenzionati. Inoltre il loro sviluppo avrebbe importanti ricadute su tutta l’industria che fornisce componenti per questi impianti: turbogeneratori, caldaie, scambiatori di calore, ecc.
Turboden, che ha supportato lo studio sopra accennato, testimonierà, nell’articolo che segue il pezzo di Carta e Clerici, la propria esperienza nella cogenerazione a biomassa tramite turbogeneratori ORC. Come noto, Turboden è stata tra le prime aziende al mondo a sviluppare questo tipo di turbine applicate alle biomasse e ha un track record che solo poche società a livello globale possono vantare. Marco Baresi e Francesco Campana hanno redatto questo elaborato.
La sezione si chiude con un pezzo di Stefania Tiozzo dell’organizzazione umanitaria Humana. L’articolo riguarda l’esperienza di Humana in India nella diffusione di impianti a biogas presso le piccole comunità rurali del Rajastan. Nel pezzo si evince come le rinnovabili, e in particolare il biogas, costituiscano un importante volano di sviluppo per le aree rurali dei Paesi emergenti. Grazie agli impianti a biogas, le popolazioni del Rajastan possono scaldarsi e cucinare senza ricorrere a sistemi pericolosi per la salute (e non solo), quali ad esempio la combustione diretta degli scarti agricoli.

Dalle aule dell'Università

Questa sezione di MUI ospita i contributi di studenti che, nell’ambito dei loro corsi di studio, hanno sviluppato particolari approfondimenti su tematiche di interesse della rivista.
In questo numero è ospitato il contributo di Matteo Mariconti che sviluppa il tema dell’Italia come possibile hub europeo del gas. Trattasi di un tema particolarmente rilevante in quanto è uno degli elementi centrali della SEN. Dall’articolo emerge come questa strategia possa portare vantaggi al Sistema-Italia in quanto svilupperebbe il mercato spot ove i prezzi sono più bassi rispetto a quelli indicizzati al petrolio. Tuttavia nel pezzo vengono messe in luce anche le criticità e, in particolare, il rischio di sovra-infrastrutturare il Paese con costi crescenti che ricadrebbero in bolletta sui consumatori. Nell’articolo sono indicati alcuni spunti su come rendere l’Italia un hub del gas in modo efficace e non oneroso per gli utenti finali.

 
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